Bendazzi Cristoforo

Bendazzi Cristoforo

Alfonsine 1924 - Fiume Brenta 28 aprile 1945

Durante il fascismo, frequentando il liceo classico a Faenza, ebbe occasione di aprirsi la mente per merito di professori e di studenti che non si erano arresi al lavaggio del cervello che la retorica fascista imponeva. Ma fu soprattutto il rapporto personale che ebbe modo di avere con un compaesano alfonsinese, Terzo Lori, che era stato accolto a casa dei Bendazzi dopo il 26 luglio del ’43, quando cioè alla caduta del fascismo era fuggito dal carcere di Ventotene, lì rinchiuso da qualche tempo per la sua attività antifascista. Quando Terzo Lori fu avviato in montagna con un gruppo di partigiani Rino Bendazzi lo seguì. Fece parte del Gruppo Libero e quindi della Brigata Garibaldi Romagnola che operava nel forlivese.

Dopo la disastrosa e tragica esperienza della lotta armata in montagna, dove il suo amico Terzo Lori perse la vita insieme all’altro alfonsinese Amos Calderoni, tornò ad Alfonsine e divenne membro della GAP (Gruppi di Azione Partigiana) della piazza Monti. Partecipò a diverse azioni contro tedeschi e repubblichini, poi insieme a tutti i partigiani andò nelle valli di Sant’Alberto e Ravenna, da dove poi partecipò alla battaglia per la liberazione di Ravenna. Fece parte della 28a Brigata Garibaldi, nella 6a compagnia composta per lo più da partigiani alfonsinesi e di cui fu comandante.

Seguì poi le vicissitudini della Brigata nella marcia verso nord per la liberazione dell’Italia. La sua compagnia fu aggregata con altre unità partigiane al Gruppo di Combattimento “Cremona”.

Rino Bendazzi fu l’ultimo partigiano di Alfonsine a morire; accadde sul Brenta i1 28 aprile 1945. Si offrì volontario per andare ad aiutare alcuni soldati inglesi che oltre il fiume Brenta erano stati attaccati da un gruppo di tedeschi e repubblichini. Durante quella sortita cadde nel fiume e morì annegato, nonostante fosse un buon nuotatore: forse era stato ferito o forse, appesantito da indumenti e zaino, non riuscì a vincere la corrente del fiume.

Così descrive l'episodio Arrigo Boldrini nel suo "Diario di Bulow": «Una squadra, nella notte cerca di attraversare il Brenta e di intimare ai tedeschi di arrendersi, ma questi reagiscono: cade Rino Bendazzi il nostro ottimo comandante della 6ª compagnia. È una perdita dolorosa, proprio alla fine della guerra quando la città è ormai circondata e quindi i nemici devono arrendersi. Verso le 22 il comando tedesco, tramite i patrioti del luogo, offre la resa che viene concordata da alcuni ufficiali del comando della 2ª brigata britannica che opera in questo settore affiancata alla 28ª. Via mare arrivano altre unità alleate. Si stabilisce che le operazioni per il disarmo e la presa in consegna dei prigionieri avvengano il 29 aprile. Il presidio tedesco è composto di circa 1.000 soldati.»

La capitolazione delle forze nazifasciste sul territorio italiano avverrà ufficialmente il 29 aprile, il giorno dopo la sua morte: aveva solo vent’anni.  

Medaglia d’Argento al Valor Militare alla memoria con la seguente motivazione:
“Trascinava con ardimento e perizia non comuni il proprio reparto oltre l’Adige, travolgendo ogni resistenza nemica. Attraversando successivamente il Brenta, nel generoso tentativo di soccorrere un soldato inglese ferito, urtava contro un nucleo avversario col quale, nonostante la schiacciante inferiorità, non esitava a impegnare combattimento. Ferito, rifiutava di arrendersi e, per sottrarsi alla cattura, si gettava a nuoto nel fiume. Venutegli a mancare le forze, veniva travolto dalla corrente e periva nelle acque del Brenta.”

 (Luciano Lucci)

 

Bibliografia

Arrigo Boldrini, Diario di Bulow, Vangelista, Ravenna, 1985

Eroi partigiani, in “Democrazia”, n. 20, giugno 1945, cit. in Luciano Casali (a cura di), “Il Movimento di Liberazione a Ravenna” (Catalogo N.1: 1943/1945, Istituto Storico della Resistenza di Ravenna, Galeati, Imola, 1964

Luciano Casali (a cura di), “Il Movimento di Liberazione a Ravenna” (Catalogo N.2: 1943/1945, dattiloscritti e manoscritti), Istituto Storico della Resistenza di Ravenna, Ravegnana, 1965, p. 339

Guido Nozzoli, Quelli di Bulow. Cronache della 28ª Brigata Garibaldi, Editori Riuniti, 1957 (terza edizione: 2005)

Voce “Cristoforo Bendazzi” in Enciclopedia della Resistenza e dell'antifascismo, Vol. I, La Pietra, Milano, 1968

Pietro Albonetti, Le campagne ravennati e la Resistenza, Edizioni del Girasole, Ravenna, 1977

Enio Iezzi, 18 Resistenze per 1 Libertà, Walberti, Lugo, 2005