Biancini Angelo, La Madre

Angelo Biancini, La Madre

Massa Lombarda, Piazza Matteotti, area antistante il Municipio

 

Indirizzo:                           Massa Lombarda, Piazza Matteotti
Sito Collocazione:               davanti all'ingresso principale del Municipio
Collocazione precedente:    ( - )
Data realizzazione:             ( - )  forse 1935, vedi "La madre del legionario"
Materiali:                           statua un bronzo collocata su di un basamento in pietra
Artista                               Angelo Biancini
Resp.della conservazione:   Comune di Massa Lombarda
Stato di conservazione:       buono
 
 
Cenni sull'autore.
Il padre lo avvia ad un corso per ebanisti e intagliatori alla Regia Scuola di arti e mestieri “F. Alberghetti” di Imola e successivamente, nel 1929, si iscrive al Regio Istituto d’arte di Firenze dove frequenta soprattutto lo studio dello scultore Libero Andreotti fino alla sua morte nel 1933. Si diploma nel 1934 nel III Corso della sezione “scultura decorativa arte del legno”. Ottiene i primi riconoscimenti in mostre e rassegne d’arte di ambito locale, come il Premio Rubicone a Rimini nel 1934. Partecipa, sempre nel 1934, per la prima volta alla Biennale di Venezia (in cui sarà presente anche in edizioni successive e continuativamente dal 1948 al 1958). Realizza, nel 1935, la statua dell’Atleta vittorioso nel Foro Mussolini, oggi Stadio dei Marmi. Dal 1937 al 1940 si trasferisce, per iniziativa di Gaetano Ballardini, a Laveno per collaborare con Guido Andlovitz alla direzione artistica della Società Ceramica Italiana. Nel 1938 espone, fuori concorso, un gruppo di opere dalla SCI di Laveno al I Concorso nazionale della ceramica di Firenze. Elabora nel 1941-1942, i modelli per tre statue (La Virtù militare, La Pittura, La Medicina) per il Palazzo della Civiltà Italiana (ora Palazzo della Civiltà del Lavoro) a Roma. Nel 1943 entra all’Istituto d’arte della Ceramica di Faenza, e nel dopo guerra, subentrerà a Domenico Rambelli nella cattedra di Plastica. Già in questi anni la figura di Biancini emerge come una delle più autorevoli tra le nuove leve della scultura italiana.
 

 
Da notare la perfetta somiglianza con "La madre del legionario" (1935), statua in bronzo
che si trova a Castel Bolognese, in Via Emilia Ponente presso la Chiesa di San Sebastiano.