Fusignano, Omaggio allo sciopero alla rovescia

Fusignano, Omaggio allo sciopero alla rovescia

Via Curiel (Simone Ferrarini - Collettivo FX)

Il murales di Via Curiel, nel centro di Fusignano – realizzato da Simone Ferrarini del Collettivo Fx - racconta gli "scioperi alla rovescia" dei braccianti locali, avvenuti nel 1952 e nel 1957. I lavoratori della locale Cooperativa Braccianti divennero i protagonisti di queste singolari forme di protesta messe in atto lavorando le terre contro il parere dei padroni, con la finalità di conquistarle in compartecipazione ed economia. In questa modo la Cooperativa ottenne il “fondo Saldine” nel 1957 e ancor prima, nel 1952, invase il bosco che era stato proprietà dei Calcagnini d’Este e che in quel momento apparteneva ai signori Cortesi e Savorelli di Bagnacavallo. Il bosco era una terra incolta ai confini del paese, i cui magnifici alberi erano stati abbattuti e distrutti a causa dei bombardamenti inglesi della Seconda Guerra Mondiale. Tre o quattrocento braccianti invasero quel terreno armati di zappe per prepararlo alla semina ma dopo un paio d’ore di lavoro furono interrotti dalle forze dell’ordine e dovettero allontanarsi. Queste azioni si inserivano in un momento molto interessante a livello nazionale. In varie parti d'Italia, infatti, ci furono diversi scioperi alla rovescia, il più noto a Partinico a opera di Danilo Dolci e Peppino Impastato. Questa storia, che toccò anche Fusignano, è ora ricordata grazie al dipinto realizzato da Simone Ferrarini del Collettivo Fx di Reggio Emilia, che ha realizzato un’opera di micro riqualificazione urbana, che sorge proprio dove sorgeva il bosco. 

Il Collettivo FX di Reggio Emilia è specializzato nella realizzazione di opere sui temi della memoria, della cultura e del patrimonio storico e annovera tra le proprie produzioni interventi pubblici per musei di rilevanza nazionale.

Il sindaco Nicola Pasi: “Un artista, una storia locale, un muro mai tinteggiato del centro. Tre elementi per un'opera di micro riqualificazione urbana a riscoperta della storia locale, o meglio, una di quelle tante piccole storie scritte dalla nostra gente”. 

 

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