Giglio

Giglio

Simbolo associato alla castità e alla purezza. 

Presso i Greci e i Romani simboleggiava l’amore sublime e la procreazione.

Il biancore dei suoi petali ne fa un simbolo di purezza e d’innocenza. Nella tradizione cristiana, a partire dalla fine del Medio Evo, è associato alla Vergine e particolarmente all’Annunciazione. E’ anche attributo di alcuni santi come Sant’Antonio da Padova.

(Gian Marco Vidor, Dizionario dei simboli funerari, in www.storiaememoriadibologna.it)

 

Presso gli imperi egiziano e assiro i gigli diventarono l’emblema della sovranità reale e dell’innocenza verginale delle ragazze avviate al matrimonio. Presso i Greci e i Romani simboleggiava l’amore sublime e la procreazione. Nell’iconografia cristiana questo fiore è uno dei simboli associati alla Madonna, all’Arcangelo Gabriele e a Sant’Antonio di Padova, più in generale, alla castità e alla purezza. Tra le tante leggende in cui il giglio è protagonista si narra che Maria abbia scelto Giuseppe perché lo vide con un giglio tra le mani. Il significato più antico e che dura ancora oggi di questo bellissimo fiore è la purezza e la castità; non solo esprime anche nobiltà e fierezza d’animo. È il fiore ideale da regalare ad una donna fiera, onesta e di classe così da considerarla come una regina. I gigli simboleggiano inoltre l’innocenza, la verginità e il candore.

(Fonte: www.ilgiardinodegliilluminati.it)