Lugo, Oratorio di S.Onofrio_1_Storia

Lugo, Oratorio di Sant'Onofrio, la Storia

Il sesto ospitale lughese dedicato a Sant’Onofrio sorse grazie alle volontà

testamentarie del facoltoso mercante di panni Clemente Galanotti,

che dichiarò suoi eredi universali i poveri della terra di Lugo. 

L’attuazione del Decreto Legislativo del 30 dicembre 1992 n°502 (relativo al “riordino della disciplina in materia sanitaria”), determinò l’istituzione delle Aziende Sanitarie[1], dotate di personalità giuridica, consentendo all’Ausl di Ravenna[2] il rientro della titolarità patrimoniale, nell’ambito sanitario, di oltre settecento manufatti storici e di alcuni edifici monumentali, tra cui l’Oratorio di Sant’Onofrio a Lugo di Romagna.

La sua fondazione si inserisce nella storia assistenziale del territorio di Lugo che ha avvio nel XIII secolo con l’erezione delle fortificazioni di difesa della città. Il primo nucleo si era formato dentro le mura del castello intorno al 1202 e comprendeva la chiesa di San Giacomo, la chiesetta e l’ospitale della Madonna della Scala, volti all’accoglienza dei pellegrini e degli infermi e la casa del pubblico, abitata dal pretore[3]. Ad ovest del castello, collegato tramite un ponte che sovrastava il fossato, si estendeva il borgo Brozzi, costituito da abitazioni di legno e canne e ospitante la parrocchia di San Giacomo accanto all’ospitale di San Lorenzo[4]. A sud della città, nel borgo dell’Umido, si trovava la parrocchia di Santa Maria e i due ospitali della Madonna dell’Umido o del Limite (1200) e di San Rocco (1562). Nel borgo Codalunga o Sant’Agostino fu fondato l’ospitale dei Poveri di Cristo, poi della Croce. Il borgo Policaro Nuovo ospitava, invece, la chiesa – convento di San Francesco (1200) e l’ospitale di Sant’Antonio Abate (1300).

Al termine del XVII secolo il territorio lughese era provvisto di cinque ospitali che si dedicavano al fabbisogno della popolazione. La visita pastorale effettuata dal vescovo Zani nel 1673, però, mise in luce la loro cattiva amministrazione e i loschi interessi delle organizzazioni che li gestivano. Come risultato fu disposto di unire tutti gli ospitali in uno unico in grado di soddisfare i bisogni degli assistiti, ma il progetto non fu mai attuato e dopo pochi anni sorse il sesto ospitale lughese dedicato a Sant’Onofrio, grazie alle volontà testamentarie del facoltoso mercante di panni Clemente Galanotti che dichiarò suoi eredi universali i poveri della terra di Lugo.

Nel 1674 sorsero nel borgo Policaro Nuovo, in seguito piazza Padella, sia l’ospitale che l’oratorio di Sant’Onofrio adattando l’abitazione del Galanotti alla nuova funzione ospitaliera e ricavando due scaldatoi pubblici, ambienti destinati ad accogliere separatamente maschi e femmine, bisognosi di ristoro dai rigori invernali. Nel 1679 fu terminata la chiesa e fondata la confraternita che, come disposto nel testamento di Galanotti, doveva essere composta da trentatrè confratelli, in memoria degli anni che Cristo visse sulla terra, tra cui annualmente venivano eletti due ufficiali amministratori, con il compito di gestire il patrimonio ed organizzare l’attività assistenziale dell’ospitale, affiancati dal cappellano dell’oratorio e dal custode.

Durante il periodo napoleonico la confraternita fu soppressa, l’oratorio trasformato in fienile e i suoi beni avocati. Con il dominio austriaco, però, le corporazioni religiose furono ripristinate e successivamente riunite in un’unica amministrazione denominata Congregazione di Carità. I beni appartenenti all’oratorio di Sant’Onofrio furono avocati il 14 giugno 1807 dal Regio Demanio e in gran parte furono venduti[5]. La confraternita, non accettando la confisca, incaricò il delegato Carlo Filoni di perorare la causa presso gli uffici competenti, riuscendo così a ripristinare la confraternita e la titolarità dei loro beni.

Nel 1859 il Governatore della Romagna dispose che tutti i beni e sostanze spettanti ai luoghi pii fossero amministrati gratuitamente dalla Congregazione di Carità. A causa di ciò negli anni a seguire il declino della confraternita continuò ad essere strettamente legato alle difficoltà economiche della Congregazione di Carità: la casa annessa all’oratorio fu venduta all’asta, gli scaldatoi soppressi e il conte Manzoni, presidente della Congregazione, dispose di trasferire le elemosine Galanotti a sostegno della costruzione dell’Ospitale degli Infermi che, nel 1873 in seguito al decreto di fusione del 3 marzo, inglobò l’ospitale di Sant’Onofrio, il quale mantenne, però, gli oneri riguardanti il culto e il sussidio totale che cessò nel 1915[6].

Con decreto vescovile del 5 ottobre 1900, la chiesa di Sant’Onofrio fu dichiarata succursale della Collegiata, in sostituzione della chiesa di Sant’Antonio Abate che il Comune di Lugo aveva destinato alla demolizione. Con Delibera del Consiglio Comunale del 10 maggio 1912, il Comune si impegnò ad acquistare dalla Congregazione la chiesa di Sant’Onofrio con l’intenzione di destinare anch’essa alla demolizione per costruire, nello stesso isolato, il nuovo Palazzo delle Poste[7]. Nel 1913, quindi, gli scaldatoi Galanotti, ormai trasformati in botteghe, le stanze del cappellano e del fattore, con i relativi proservizi, furono demoliti insieme all’ospitale di Sant’Antonio Abate, portando all’allargamento di piazza Padella.

Il secondo conflitto mondiale determinò la cessazione delle attività della Confraternita a causa degli ingenti danni subiti dall’oratorio[8]. Sua Ecc. Monsignor Fagiani, nel 1992, decretò la ricostituzione della confraternita con la nomina di dodici confratelli, l’aggiornamento dello statuto e il riconoscimento della confraternita come personalità giuridica. In seguito allo scioglimento dell’Ente Ospedaliero (stabilito con Decreto del Presidente della Repubblica n°143 del 22 gennaio 1970) le proprietà del complesso di Sant’Onofrio divennero proprietà del Comune con delibera consigliare n°36 del 22 gennaio 1982, in ottemperanza a quanto stabilito dalla legge di Riforma Sanitaria n°833 del 23 dicembre 1978 e della legge Regionale di attuazione n°25 del 1 settembre 1981. Le Aziende Usl, non disponendo di personalità giuridica, furono destinatarie del solo reddito patrimoniale sino al 1992, quando l’Ausl di Ravenna riprese la proprietà del complesso lasciando la sola gestione dei locali alla confraternita di Sant’Onofrio.

 

[1] Furono risparmiate a quel destino le confraternite del Santissimo Sacramento, le confraternite che avevano beni al di fuori dello Stato e quelle votate alla beneficenza pubblica. F. Silvagni, Le buone opere, vicende di storia ospitaliera a Lugo, pag. 91, 1998.

[2] Il  Decreto Luogotenenziale del 13 giugno 1915 dispose di destinare il sussidio dotale all’assistenza infantile dei figli dei militari. Rinaldi B., pag. 12, La Confraternita di S. Onofrio in Lugo, 1994.

[3] ASCL, Serie registri e deliberazioni anno 1912, 1912.

[4] I lavori di restauro, ad opera dell’Ufficio Genio Civile di Ravenna e della Sovrintendenza ai Monumenti Emilia – Bologna, iniziarono nel 1961 e terminarono nel 1968, Ufficio Tecnico AUSL Ra, distretto di Lugo, busta S. Onofrio.

[5] Ausl (Azienda Unità Sanitaria Locale) e Aosp (Aziende Ospedaliere).

[6] L’azienda comprende il territorio provinciale, risultante dall’unificazione delle Usl di Lugo, Ravenna e Faenza.

[7] Il castello e gli edifici al suo interno furono distrutti dai faentini nel 1218. F. G. Bonoli, Storia di Lugo, 1730.

[8] L’unione delle rendite dell’Ospitale di San Lorenzo e dell’Ospitale di Santa Maria della Scala, diede origine nel 1400 all’Ospitale del Corpo di Cristo. F. G. Bonoli, Storia di Lugo, 1730.

 

(Fonte: Sonia Muzzarelli, L'Oratorio di Sat'Onofrio a Lugo, Centro Stampa dell’Azienda USL della Romagna, Ravenna, 2014)

Bibliografia: vedi scheda specifica

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