Lugo, Oratorio di S.Onofrio_3_Complesso decorativo

Lugo, Oratorio S.Onofrio, Complesso decorativo

Il complesso decorativo dell’oratorio di Sant’Onofrio aveva lo scopo di diventare

uno spazio per riflettere sui sentimenti autentici dettati dalla sofferenza.

Lo scopo delle strutture sorte dalla riflessione della Chiesa post tridentina non fu solo caritativo e d’assistenza ma anche, e soprattutto, di tutela e di conservazione dell’assetto sociale: era doveroso accogliere e trattenere i bisognosi, reintegrandoli nella società, ma solo dopo aver imposto loro l’ideologia cristiana predominante. Il complesso decorativo dell’oratorio di Sant’Onofrio aveva quindi lo scopo di diventare uno spazio per riflettere sui sentimenti autentici dettati dalla sofferenza, come è rivelato dalle scenette illustranti le opere di carità elargite dalla confraternita poste sotto gli ovali dipinti da Ignazio Stern.

I primi curatori testamentari dell’eredità di Clemente Galanotti furono il figlio Bernardino, padre carmelitano, ed il dottor Cesare Orsini; solo in seguito la scelta degli artisti venne affidata ai confratelli, tra i quali vi erano esponenti delle famiglie più ricche ed in vista del territorio lughese. Disponendo di un considerevole patrimonio per la decorazione dell’oratorio i confratelli decisero di scegliere oltre agli artisti locali, conosciuti poiché già attivi nel territorio lughese, artisti stranieri affermati ed aggiornati sulle novità artistiche del tempo apprezzate dai confratelli stessi. Gli artisti scelti furono il pittore faentino Tommaso Missiroli detto il Villano, (1635 – 1699) e il bavarese Ignazio Stern (1679 – 1749) che furono occupati per la realizzazione del ciclo pittorico dalla fine del Seicento fino a parte del Settecento.

Oggi, anche grazie ad un importante accordo siglato il 18 Agosto del 2008 tra l’Azienda Sanitaria di Ravenna, la Parrocchia dei Santissimi Francesco ed Ilaro, la Confraternita di Sant’Onofrio e il Comune di Lugo, i visitatori del Museo Oratorio possono osservare anche alcuni manufatti prodotti per gli altri ospitali lughesi di antica fondazione, che sono stati ricollocati nella sacrestia dell’oratorio.

Tra le diverse opere  esposte possiamo ricordare: la grande tela ottagonale, datata 1623, di Frà Benedetto Urbinate rappresentante Sant’Antonio Abate, originariamente collocata al centro del soffitto del soppresso oratorio dedicato al santo; la Madonna della Scaletta, del XVI sec., attribuita a Benedetto Buglioni; la grande tela datata 1600, eseguita da Ernst van Schayck per l’altare maggiore della chiesa di San Rocco; il frammento in terracotta di autore sconosciuto raffigurante Sant’Antonio Abate e molti altri pezzi recuperati.

 

(Fonte: Sonia Muzzarelli, L'Oratorio di Sat'Onofrio a Lugo, Centro Stampa dell’Azienda USL della Romagna, Ravenna, 2014)

Bibliografia: vedi scheda specifica

Attualmente chiusa al culto religioso, ospita mostre e rassegne d'arte.
Per informazioni e prenotazione visite guidate: sonia.muzzarelli@auslromagna.it