Spedale di Sant’Onofrio, Lugo

Lugo, Spedale di Sant'Onofrio

Fondato nel 1674 dal mercante Clemente Galanotti con lascito testamentario.

 

 

Lo Spedale fu fondato nel 1674 dal mercante di panni e mercerie Clemente Galanotti, con lascito testamentario, in onore di Sant’Onofrio, celebrato il 12 giugno, a cui il mercante era particolarmente devoto tanto da darne il nome al figlio Onofrio, morto in giovane età. Nel suo testamento dispose che, una delle sue case in contrada del Policaro Nuovo (poi piazza Padella), fosse trasformata in spedale con chiesa, e che in essa, non appena ultimata, fosse costituita la confraternita di Sant’Onofrio. Questa venne formata nel 1716 da trentatrè confratelli, come gli anni vissuti da Gesù Cristo sulla terra, vestiti con sacco di tela di lana bianca, rocchetto e cordone di lana marrone e stemma in rame ovale sul lato sinistro del petto raffigurante l’immagine, dipinta ad olio, di Sant’Onofrio. Gli ufficiali della confraternita, eletti annualmente tra i confratelli, amministravano i beni lasciati da Galanotti per il ricovero e l’assistenza sino a guarigione dei poveri di Lugo.

Nel rispetto della volontà testamentaria, i confratelli erano impegnati in diverse beneficenze: regalavano una dote, depositata nel Monte di Pietà, ad una giovane estratta a sorte[1]; elargivano pane e vino alle famiglie indigenti di Lugo per la festa di Sant’Onofrio[2]; distribuivano pane e carne durante le festività di Natale e Pasqua e denaro ad ogni famiglia bisognosa e ai confratelli malati e indigenti. Il testamento Galanotti prevedeva anche la creazione di due scaldatoi pubblici a beneficio dei poveri bisognosi, posti nelle stanze della casa destinata al custode, uno per gli uomini e uno per le donne, ed attivi nei mesi invernali di gennaio e febbraio. Il custode, scelto tra i laici cattolici di Lugo e stipendiato dalla confraternita, era il responsabile dei beni rurali dello spedale e degli scaldatoi. Aveva il compito di accendere i fuochi degli scaldatoi alle 9.00 del mattino, alimentandoli per venti ore, mantenendo il buon ordine e la quiete e regolando gli ingressi dei poveri. Egli inoltre doveva provvedere al vino per le messe e all’olio per le lampade sacre; curare la chiesa e l’oratorio; servire la messa al cappellano; assistere alle congregazioni e portare la croce alle processioni; occuparsi dei poveri che andavano a scaldarsi durante l’inverno, controllando che i maschi fossero separati dalle femmine, ed assistere gli ufficiali nell’elargizione delle elemosine. Il cappellano e il custode risiedevano nella vecchia casa Galanotti. Le rendite dello spedale comprendevano poderi, case e censi vari.

Nel 1772 la confraternita si aggregò all’Ordine dei Trinitari e nel 1860 la gestione dell’ospedale passò alla Congregazione di Carità di Lugo.

 

[1]  Il testamento Galanotti per la Dote Sant’Onofrio disponeva che al Vespro, nel giorno della festa di Sant’Onofrio, fosse estratta una fanciulla,
       tra sei giovani, vergini, povere, e nubili, nate da genitori con buona reputazione. Ogni anno l’estrazione avrebbe concesso una dote sino al
       sorteggio dell’ultimo nome, per poi riempire il bussolotto con altri sei nomi.
[2]  In occasione della festa di Sant’Onofrio era prevista un’elargizione in denaro ai poveri nullatenenti di Lugo dotati di biglietto ove era
       contrassegnato il numero dei membri della famiglia. Le elargizioni furono ben presto oggetto di abuso, poiché il 60% della popolazione
       pretendeva di usufruirne. Si eliminò, perciò, la distribuzione di vino, carne e pane e successivamente fu ristretto il numero di famiglie
       che potevano essere iscritte come povere.

 

(Fonte: Sonia Muzzarelli, Gli Spedali e le Confraternite nel Territorio Lughese, Centro Stampa dell’Azienda USL della Romagna, Ravenna, 2014)

Bibliografia: vedi scheda specifica