Cotignola, Asilo infantile Carlo Maria Spada

Cotignola, Asilo infantile Carlo Maria Spada

 (1930 – 1945) - Corso Sforza

Il passaggio del Fronte, che a Cotignola si fermò dal 17 novembre 1944 al 10 aprile 1945, ha segnato profondamente la storia del paese, provocando la distruzione di molti edifici, sia pubblici che privati e, quando nel dopoguerra, si è pensato di ricostruire, utilizzando magari lo stesso sito, non si è riusciti però sempre a realizzare la struttura preesistente e crollata a seguito degli eventi bellici. È quanto accaduto all’Asilo infantile, un edificio che, diversamente da quello che sarebbe stato costruito nei primi anni Cinquanta e che esiste tuttora, disponeva non solo di un’ampia facciata, ma soprattutto presentava un vastissimo giardino, con aiuole verdi di acqua, alberi e fiori e, al centro, una fontanella zampillante.

Le cronache ci riferiscono che esso fosse sempre curato con particolare attenzione, ispirando un forte senso di ordine, di signorilità e di serenità che certo erano importanti affinché i bambini che frequentavano quell’ambiente potessero sentirsi ben accolti e trascorrere ore felici. Almeno un centinaio saranno infatti i bambini accolti sin dai primissimi anni dopo l’inaugurazione dell’edificio avvenuto il 21 aprile 1930, giorno in cui vennero inaugurati anche le scuole elementari con il monumento ai Caduti, che ebbero sorte migliore dell’Asilo, rimanendo scarsamente danneggiate durante il passaggio del Fronte, in particolare grazie alla loro posizione, più lontana dalla riva del fiume Senio.

Dalle poche foto disponibili si coglie, tuttavia, un’evidente differenza tra la maestosità e bellezza dell’esterno e un interno, invece, quello relativo al Refettorio, abbastanza spoglio, almeno alle pareti, mentre non mancano, accanto alle lunghe tavolate dove sono stati sistemati i piatti, dei tavolini con delle piccole sedie. Sappiamo comunque che gli spazi interni erano dotati di un impianto di termosifone, sebbene non sia chiaro se tutti i locali ne fossero interessati, ma si conosce invece l’importo (17.000 lire), interamente pagato dalla nota attrice di origine cotignolese, Gea della Garisenda e la gara di solidarietà, apertasi nei mesi precedenti l’inaugurazione dell’edificio, aveva coinvolto diverse personalità locali, come il cav. Fabio Sangiorgi, già sindaco di Cotignola nei primi anni del secolo, il quale aveva contribuito all’abbellimento del giardino dell’asilo o ancora il sacerdote don Giuseppe Graziani che aveva regalato due magnifici alberi. Ma, a proposito di benefattori, i due nomi, che risaltano su tutti, sono i coniugi Carlo e Maria Spada che, quattro anni prima dell’inaugurazione della nuova sede dell’Asilo – siamo quindi nel 1926 e più precisamente il giorno di Natale – annunciarono di aver assegnato 60.000 lire per l’acquisto e la ristrutturazione di quello che era l’ambiente nel quale si trovava l’Asilo allora esistente (la presenza di un Asilo infantile, a Cotignola, è datata 1880) che condivideva la struttura con la Scuola femminile, struttura della quale era proprietaria la locale Congregazione di Carità.

I lavori per la costruzione del nuovo Asilo furono eseguiti su progetto elaborato dall’ingegner Pietro Montanari di Lugo e prevedevano una spesa di circa 130.000 lire, una cifra, questa, che fu in parte coperta dal lascito Spada e dall’accensione di un mutuo con la Cassa Rurale di Cotignola e grazie, infine, ai sussidi straordinari di un’Opera Pia, anch’essa denominata Spada, ma che nulla aveva in comune, tranne il cognome, con Carlo Spada.

                                                                                                                                    Giordano Dalmonte

 

 

Fonti
Asilo Infantile di Cotignola. 1° Centenario della sua costituzione (1880-1980), Faenza, Offset Ragazzini & C., 1980;
Asilo Infantile Carlo Maria Spada Cotignola. Noi siamo la nostra memoria. 135 anni (1880-2015), Imola, Grafiche Baroncini, 2016;
Giordano Dalmonte, Centoquaranticinque giorni sul Fronte di Cotignola, presentazione di Luciano Casali, Cotignola, Edizioni Primola, 2003.