Cotignola, Ospedale della Misericordia

Cotignola, Ospedale della Misericordia

 (XIV secolo – fine XVIII secolo) - Piazza Vittorio Emanuele, già Piazza Maggiore

Dallo schedario Rossini (Biblioteca digitale faentina, soggettario, n. 434) apprendiamo che nel 1372 una tale societas Beatae Mariae o Compagnia della Misericordia dirigeva l’Hospitium per i malati ed i pellegrini e nel 1490 divenne erede universale, in mancanza di discendenti diretti, di un certo Gherardo Graziani Baldini. Circa cent’anni dopo, ed esattamente nel 1573, il visitatore apostolico Marchesini, giunto a Cotignola visitò l’Ospedale della Misericordia, annotando che aveva «parecchi letti» e aggiungendo che era suo compito «accogliere malati e pellegrini» e, non disponendo di «camere per le donne» esortò i responsabili della struttura a costruirle. Denominato anche come Ospedale dei Pellegrini avrebbe ospitato il Beato Antonio Bonfadini, il quale vi morì nell’anno 1482 e sepolto poi, inizialmente, nella vicina chiesa arcipretale prima di trovare la collocazione, che gli è riservata tuttora, nella chiesa di S. Francesco, consacrata tre anni dopo e destinata a custodire per sempre l’urna del Beato.

La Compagnia della Misericordia, in base alle ricerche compiute alcuni decenni fa da Giuseppe Berdondini, era ricchissima e il suo ricavato doveva andare a vantaggio di opere “caritative”. Le appartenevano, tra l’altro, la chiesa di S. Bartolomeo a Barbiano, del quale si ha testimonianza in diverse visite pastorali, svoltesi nel corso del Seicento e un ospedale, a Zagonara, risalente probabilmente ai primi del XVI secolo e intitolato a Sant’Antonio.

Seguendo poi una consuetudine molto diffusa a quel tempo, accanto agli “Hospitali” si trovava una chiesa per i pellegrini e infatti a Cotignola, a fianco dell’ospedale era presente appunto la chiesa della Misericordia, alla cui confraternita appartenevano anche varie tornature di terra.

La presenza di questi edifici è confermata per tutto il Settecento e, mentre l’ultima visita pastorale che ne fa menzione è quella di mons. De Buoi, vescovo di Faenza, il 9 luglio 1778, la Compagnia della Misericordia cessò di esistere nel 1797, anche se questa dicitura è ancora rintracciabile in alcuni Stati delle Anime dell’Ottocento, probabilmente in collegamento della presenza di un secondo Ospedale dei Pellegrini, ubicato vicino al vecchio cimitero, ossia dietro la Collegiata. Non è sicura la sua dipendenza della stessa Compagnia della Misericordia, sebbene sia molto probabile, mentre si conosce la strada, Contradina, e la presenza di un custode, almeno in diversi documenti del Settecento.

La chiesa della Madonna della Misericordia fu chiusa nel 1920. Aveva una lunghezza di circa 15 metri ed una larghezza di nove. Pur non presentando particolari pregi artistici, disponeva di un’ancona in legno dorato con paliotto di scagliola policroma raffigurante la Madonna del Rosario con i santi Stefano e Lorenzo. Tutto il grande fabbricato, comprensivo di chiesa e palazzo, venne venduto nel 1923 dall’allora proprietario alla Banca del Credito romagnolo, che lo modificò per ricavarne appartamenti e verrà distrutto durante il passaggio del Fronte nell’inverno tra il 1944 e il 1945.

 

Giordano Dalmonte

 

Fonti
Giuseppe Berdondini, Appunti per una storia di Cotignola, Faenza, Tipografia faentina, 1971;
Archivio parrocchiale Cotignola, Stati d’anime, ad annos;
Biblioteca comunale Faenza, schedario faentino, mons. Giuseppe Rossini, soggettario n. 434.