Cotignola, Ospedale Testi

Cotignola, Ospedale Testi

 (1766 – 1976) - Via Roma 8

Il primo gennaio 1766 venne aperto a Cotignola l’Ospedale fondato dall’abate Pietro Leopoldo Testi, nato nel 1689 e morto a Faenza nel 1752. La famiglia Testi ha origini antiche a Cotignola, comparendo già nel 1599 negli archivi della Collegiata. Come già stabilito nel corso della sua vita l’abate Testi lascia in testamento gran parte dei suoi beni a beneficio degli ammalati poveri di Cotignola, in particolar modo per quelli più bisognosi di cure. Egli stabilisce, con testamento datato 13 giugno 1749 rogitato dal notaio Lodovico Valvassori di Lugo[1], che venga creato un fondo di ventiquattromila scudi da dividere in tre parti, per far fronte a tre ambiti di beneficienza diversi: il mantenimento di alcuni giovani agli studi, la corresponsione di aiuti ai carcerati e di doti alle zitelle di Cotignola e la fondazione di un ospedale per infermi a scopo di ricovero nonché cura dei poveri della città e delle parrocchie vicine, da erigersi di fronte all'orfanotrofio femminile, da intitolare a Sant’Antonio da Padova e San Liborio vescovo. Il testatore propose anche di far amministrare l’ospedale da una congregazione, che volle nominare Leopoldina, composta da otto membri. Al testamento unì anche un codicillo con cui pregava ciascuno dei suoi ventuno confratelli di erigere l’ospedale, nominando inoltre ognuno di loro capo della Congregazione Leopoldina con piena facoltà di azione.[2]

L’Ospedale Testi venne fondato nel luogo in cui erano collocate le case della Compagnia di San Giuseppe e della Misericordia, due tra le più antiche confraternite cittadine, e consistette inizialmente in due cameroni con sei letti ognuno per donne e uomini. Nonostante alcuni interventi di restauro, la pianta non ha subito variazioni sostanziali fino all’inizio del novecento. All’interno dell’ospedale venne eretta anche la chiesa dedicata ai Santi Antonio e Liborio, consacrata il primo gennaio 1766 dal vescovo di Faenza Mons. Antonio Cantoni. Il nosocomio è sempre stato oggetto di lasciti generosi da parte dei cittadini cotignolesi.

L'ospedale Testi fu amministrato dalla Congregazione Leopoldina dal 1749, anno della sua istituzione, al 1809, quando questa fu soppressa e l’amministrazione dell'ospedale fu annessa, con le altre opere pie Testi, nella Congregazione di Carità. Nel 1822 gli eredi Testi ottengono presso il Vescovo di Faenza la ricostituzione della Leopoldina, ottenendo nuovamente anche l'amministrazione delle opere pie Testi e dell’ospedale fino al 1860, ovvero fino al passaggio di competenze alla Congregazione di Carità normata dal Governo provvisorio delle Romagne e dal Regno Sabaudo prima (biennio 1859 – 1861) e dallo Stato Italiano dal 1862 in poi.

Il 5 maggio 1868 viene approvato uno statuto con cui si prevede che l’istituzione mantenga a cura completa i pazienti affetti da malattie acute e i poveri delle parrocchie di Cotignola e della vicina San Severo, restando tuttavia aperto anche ad ammalati di altri comuni.[3]

Negli anni successivi il nosocomio segue le vicende normative legate alla Congregazione: l’amministrazione passò così all’ECA da cui fu, però, decentrata nel 1938 quando vennero istituite, in base alla legge n°847 del 3 giugno 1937, le Opere Pie Raggruppate di Cotignola che assunsero l’amministrazione dell’Ospedale Testi e delle altre istituzioni pubbliche di assistenza e beneficienza.

Nel gennaio 1939 però il nosocomio cotignolese, non essendo in possesso dei requisiti richiesti per essere compreso nella categoria degli ospedali, venne classificato come infermeria; classificazione confermata dalla delibera della Giunta Regionale del 22 ottobre 1971. L’ospedale continuò però, di fatto, ad essere amministrato in connessione con le altre opere pie di Cotignola fino al maggio del 1976 quando gli ospedali minori del territorio lughese vennero fusi in un unico ente ospedaliero con sede in Lugo.[4]

 

Sonia Muzzarelli - Conservatore Ausl della Romagna

 

Fonti
Sonia Muzzarelli, “La cura attraverso l’arte: Ospedali minori del territorio Ravennate”, Centro stampa Ausl della Romagna, ottobre 2020.

[1] F. Cavina, scheda descrittiva realizzata per l’Istituto per i beni artistici, culturali e naturali della regione Emilia-Romagna in Cotignola, Archivio Ibc, Enti e famiglie, 2012.
[2] AA.VV., Cotignola tra archeologia e storia: le vicende di un territorio, Fusignano, Grafiche Morandi, 2006.
[3] Ibidem.
[4] Soprintendenza Archivistica per l’Emilia-Romagna, Censimento degli archivi dell’Ausl di Ravenna, 1990.