Cotignola, Torre d’Acuto

Cotignola, Torre d’Acuto

 (tra il IX e il XIV secolo – 1945) - Corso Sforza 24, già Strada Castellina

Rappresenta senza dubbio il monumento più importante di Cotignola, andato distrutto nella notte di Capodanno del 1945 e ricostruito all’inizio degli anni Settanta del secolo scorso.

In questa scheda si cercherà di rendere conto delle diverse ipotesi interpretative che, nel corso del tempo, si sono succedute a proposito di quella che era la Torre d’Acuto, o Campanone, come viene chiamato dai cotignolesi, prima della distruzione bellica.

Dall’esame di vari fotogrammi conservati è stata avanzata l’ipotesi che la struttura muraria antica era alta oltre otto metri. In particolare, verso corso Sforza apparivano numerosi fori, una piccola feritoia e, a quota di circa sette metri, una finestra circolare, in seguito murata. Sulla datazione le proposte sono varie: si va dal IX-X secolo, proposta da Giuseppe Galassi (1953) al Bonoli (1734), il quale pensa sia stata innalzata dai faentini nel 1376, quando fortificarono Cotignola e la cinsero di mura, al Solieri (1897), secondo il quale invece la Torre sarebbe stata interamente costruita da Giovanni Acuto nel 1376, quando, avendo avuto il possesso di Cotignola e Bagnacavallo, volle ingrandire il perimetro di Cotignola stessa, occupando pure alcuni appezzamenti di terreno di proprietà di Giovanni Attendolo.

Lelio Veggi, in una sua interessante ricerca del 1964, ritiene che la Torre sia stata costruita in epoche diverse, chiarendo che la costruzione dell’Acuto doveva iniziarsi verso il nono metro d’altezza. Viene chiarito inoltre che, all’altezza di circa venti metri, si aprivano otto finestre a sesto acuto e, sopra queste, si trovava il ballatoio a tamburo, sul quale si impostavano quattro robusti pilastri quadrangolari, di costruzione molto più tarda che portavano un tetto quadrato a punte smussate. Dentro la cella si trovava poi una grossa campana, fusa a Bologna nel 1616, come riportata sempre dal Solieri, campana che scandiva, con i suoi gravi rintocchi, la vita civile di Cotignola.

Durante i lavori di scavo effettuati nel 1970 nell’area prospicente la Torre, fu individuato un basamento quadrato che corrispondeva ad una struttura, identificata con il campanile della pieve di S. Stefano in Panigale. La Torre d’Acuto, quindi, aveva sfruttato la base quadrata del campanile già esistente, innalzandosi a nuova struttura difensiva della città, di forma ancora una volta cilindrica. Gli studi di Mario Mazzotti (1972) hanno permesso di avanzare ipotesi molto interessanti: sono state rilevate delle stringenti analogie tra la torre campanaria cotignolese e il campanile di Santa Maria in Fabriago, soprattutto nella parte inferiore. Inoltre, la struttura rettangolare sulla quale si impostava la torre cilindrica e che si appoggiava al muro meridionale di una chiesa a tre navate, è stata interpretata come parte di un campanile rettangolare, poi trasformato in cilindrico, sull’esempio del campanile della chiesa dei SS: Giovanni e Paolo di Ravenna, e successivamente in torre da Giovanni Acuto.

I più recenti studi di Simonetta Minguzzi (2006) contesta l’ipotesi dell’esistenza di un campanile circolare precedente alla trasformazione dell’Acuto, in quanto non supportato da nessun elemento giunto fino a noi, dove si riscontrano solo due fasi costruttive: la torre campanaria rettangola su cui s’innesta la torre circolare di Giovanni Acuto. Vengono avanzate, infine, delle ipotesi sui diversi tempi seguiti:

  1. Costruzione della chiesa a tre navate (XI-XII sec.?)
  2. Addossamento della torre campanaria rettangolare al muro meridionale della chiesa (XII sec.)
  3. Sopraelevazione del piano di calpestio della chiesa, realizzazione della tomba esterna
  4. Apertura della porta nel muro meridionale della navatella e defunzionalizzazione della chiesa, trasformata in abitazione.
  5. Interramento della struttura in occasione della costruzione della torre circolare di Giovanni Acuto (XIV sec.) e tamponamento della porta della torre.

 

Giordano Dalmonte

 

Fonti
Girolamo Bonoli, Storia di Cottignola (1734), Ravenna, Tipografia Nazionale, 1880;
Gaetano Solieri, Le origini e la dominazione degli Sforza a Cotignola: appunti storici, Bologna, 1897;
Giuseppe Galassi, Roma o Bisanzio, Roma, 1953;
Lelio Veggi, La Torre d’acuto in Cotignola, «E’ Campanô», 1964, pagg. 4-5.
Mario Mazzotti, La Pieve di Cotignola, «Bollettino Economico Camera Commercio di Ravenna», XXV, 7, 1972, pagg. 674-678.
Simonetta Minguzzi, La Torre d’Acuto: interventi e rinvenimenti, in Cotignola tra archeologia e storia. Le vicende di un territorio, a cura di Chiara Guarnieri e Giovanna Montevecchi, Fusignano, 2006, pagg. 84-85.