Lugo, Armeria Toschi

Lugo, Armeria Toschi

 (1851 – 1999) - Villa San Martino, Via Provinciale Bagnara 150

In Repertorio storico degli archibugiari italiani, Bruno Barbiroli fa ascendere a Giuseppe Toschi di Antonio (nato il 26 novembre 1792) l’iniziatore della storica famiglia di archibugieri o armaioli, in precedenza fabbri, nella odierna Villa San Martino, in passato nota come Villa Canal Ripato. Il Barbiroli censisce una ventina di persone fra Toschi e dipendenti, che lavorarono nell’officina di via provinciale Bagnara, demolita nel 1999.

L’edificio ospitante la vecchia bottega, secondo Roberto Aguzzoni, venne costruito nel 1837, ma fino alla metà del secolo XIX non si hanno notizie dell’esistenza della ditta. Una prima, seppur indiretta attestazione della medesima, si ha il 12 gennaio 1851, quando Giuseppe denunciò ai gendarmi papalini il furto presso la sua officina di Villa Canal Ripato di due fucili da caccia con canne inglesi [sic] di proprietà di un cliente di Lugo (Barbiroli, p.763).

La prima carta intestata dell’azienda riporta la seguente dicitura “Fabbrica di fucili da caccia ed altri generi Alessandro Toschi e Fratelli – Villa di Lugo (Romagna)”, anno 1871 e con quel marchio partecipò nel 1874 alla Esposizione Agricola-Industriale del Circondario di Lugo. Alessandro Toschi nacque il 22 aprile 1835 e morì l’8 dicembre1887, come si desume dal portale FamilySearch.

Negli anni ’90 dell’Ottocento (1895 o 1899), la ragione sociale mutò in “Toschi Roberto e Fratelli”. Roberto Toschi (1862-1927), stando alle fonti consultate dal Barbiroli, sarebbe «il vero motore della famiglia [colui] che eleva la ditta a fama nazionale con una produzione curatissima proseguita poi dai discendenti fino ad oggi. Ottimo tiratore al piccione, con la sua fama aumenta ulteriormente la notorietà […] della famiglia». Un fratello di Roberto, Dante Toschi, ebbe la rappresentanza per l’Italia della Ballistite Nobel con deposito a Bologna. Non vanno dimenticate neppure le donne di casa Toschi, le quali contribuirono ai lavori dell’officina creando le zigrinature e lucidando i legni.

Proseguendo la nostra carrellata si arriva alle generazioni di Renzo Toschi (1910-1999), «dal 1955 […] l’arzdor (reggitore) dell’officina, [il quale] lavora con il fratello Carlo col nipote Andrea, Giannetto Petroncini, Ermanno Magrini detto “Balena” e pochi altri operai saltuari» (Barbiroli, p. 765).

«I Toschi – scrive Aguzzoni, che di soprannome, almeno nel Novecento, fanno “Sanoia” – hanno incarnato totalmente la figura della famiglia artigiana tipica della Romagna del tempo. Nella modesta officina, attraverso attrezzi a loro volta di origine artigianale, nei decenni si è potuto identificare un piccolo, intero, spaccato della migliore produzione armiera italiana.

Dalla forgia, dalla fresa, dal trapano e tornio a pedale, sono usciti prima fucili a spillo, poi le famose doppiette con la chiusura a ‘serpentina’, per finire agli Hammerless (a cani interni, ndr)».

Con Andrea Toschi, nato il 29 marzo 1951 e residente a Voltana, siamo all’ultima generazione di una ditta che nel 2021 fa centocinquant’anni (1871-2021) dalla iscrizione alla Camera di Commercio (probabilmente una delle più vecchie, se non la più vecchia, fra le aziende tuttora presenti) e l’anno prossimo festeggerà i duecentotrent’anni dalla nascita del capostipite Giuseppe (1792-2022).

Giovanni Baldini

 

Fonti
FamilySearch Lugo Morti, anno 1887, p. 534 (Toschi Alessandro, deceduto l’8 dicembre 1887)
FamilySearch Lugo Morti, anno 1927, p. 1212 (Toschi Roberto);
Roberto Aguzzoni, Fabbricavano fucili di prim’ordine. I Toschi e i loro gioielli, “il Romagnolo”, n. 97, ottobre 2010, pp. 3080-3082;
Bruno Barbiroli, Repertorio storico degli archibugiari italiani, Bologna, Clueb, 2012, pp. 763-765;
fotografie d’epoca di Gian Paolo Ricci Maccarini e sua testimonianza orale del 27 febbraio 2021;
testimonianza orale di Andrea Toschi del 1° marzo 2021.