Lugo, Azienda Elettrica Municipalizzata

Lugo, Azienda Elettrica Municipalizzata

 (1905 – 1973/74) V.Risorgimento 54 (uffici), V.Acquacalda 72 (officina e dotaz.tecnica)

Dagli anni ’80 del XIX secolo iniziò a svilupparsi un nuovo settore industriale, quello elettrico, capace di rivoluzionare non solo le caratteristiche della produzione, ma anche il modo di vivere gli spazi domestici e quelli cittadini. L’illuminazione, sia pubblica che privata, fu importantissima ai fini della modernizzazione del paese. Nel settore pubblico vennero sostituiti i vecchi modelli di lampade a gas con moderne lampade elettriche sostenute da linee collegate alle centrali di produzione; nel privato, oltre all’illuminazione per scopi industriali, chi aveva un reddito tale da potersi permettere la luce elettrica o altre applicazioni elettriche, ne fu da subito entusiasta, perché la praticità di tale risorsa migliorava l’abitabilità dell’ambiente domestico.

A Lugo la luce elettrica venne portata nel 1898 e per circa venti anni rimase privilegio del patrimonio pubblico e di pochi privati. Nel 1903 l’amministrazione comunale doveva scegliere tra una illuminazione a gas oppure a luce elettrica. Il prof. Ricci Curbastro e il conte Giovanni Battista Manzoni erano per una illuminazione a gas da concedersi in appalto, l’on. Paolo Taroni invece era favorevole alla illuminazione elettrica e alla conduzione municipalizzata. Si decise di fare ulteriori studi sia in campo tecnico che in quello amministrativo sentendo il parere di esperti. Era un problema che ormai doveva venire risolto in qualche modo, la popolazione non voleva più attendere. Nel febbraio 1905 giunsero gli ingegneri della ditta «Marzoli Chierici – Industria elettrica» per fare i primi esperimenti di illuminazione; intanto si tornò a discutere se fosse più a buon mercato il gas o la luce elettrica. In ottobre, mentre continuavano gli esperimenti di illuminazione elettrica pubblica, la ditta si stava impegnando anche per la fornitura di impianti ai privati. In novembre portò a termine la fabbrica adibita ad officina elettrica in Via Risorgimento, che la Marzoli-Chierici aveva fatto costruire per proprio conto e rischio, e vi installò un grosso motore diesel promettendo che sarebbero iniziati gli esperimenti finali della pubblica illuminazione.

Nel 1906 il Consiglio Comunale accettò di discutere diverse proposte di ditte interessate alla illuminazione pubblica, mentre la ditta Marzoli stava dando ai privati che lo richiedevano gli impianti elettrici completi, ma le tariffe praticate dimostrandosi ancora troppo elevate ne rallentarono la diffusione. Nonostante ciò a Lugo sorse il primo negozio di materiale elettrico per opera della ditta Edoardo Rastelli. A luglio dello stesso anno terminarono gli esperimenti della illuminazione pubblica; dalla successiva gara d’appalto risultò vincitrice la «Società della luce elettrica», appena nata, che batté la concorrente Marzoli-Chierici. Fu data subito la luce elettrica al Pavaglione con l’installazione di grossi globi ogni 50 metri, e alle principali vie cittadine con lampade di 50 “candele” (watt) ogni 50 metri. Per diverse sere i lughesi andarono a letto tardi per ammirare e godersi col naso all’insù le fiammelle elettriche. Nel 1907, alla scadenza, il contratto annuale con la società elettrica non fu rinnovato, l’azienda privata fu municipalizzata e per l’acquisto si dovettero versare L. 170.000. Col tempo l’investimento si rivelò un buon affare e un vanto per la città.

Difficilissimo fu garantire il funzionamento dell’Officina negli anni della prima guerra mondiale. L’azienda elettrica aveva assoluto bisogno dei tecnici richiamati al fronte e di adeguate forniture di gasolio per potere alimentare il grosso motore diesel che permetteva la produzione di energia elettrica.

In seguito, i locali furono più volte ampliati anche nell’area prospicente l’attuale Via Acquacalda per contenere il macchinario aggiunto, sempre ingrandito e rinnovato per lo sviluppo dell’industria e per le continue richieste di energia dagli utenti, che nel 1925 assommavano a oltre tremila. L’Azienda Elettrica Municipalizzata continuerà ad esistere fino al 30 giugno 1929, quando verrà acquisita dalla «Società Elettrica Romagnola» (S.E.R.), con sede in Cesena, a sua volta derivata dall’antichissima “Compagnia dei Mulini di Cesena”, nata prima del 1377. All’inizio del ’900 questa compagnia era passata gradualmente dall’attività molitoria alla produzione di energia elettrica espandendosi velocemente nel territorio della Romagna.

Nel 1962 fu istituito l’ENEL, che nazionalizzò tutte le società private di produzione di energia elettrica, pertanto anche a Lugo – locali, macchinari e maestranze – passarono dalla S.E.R. alla nuova società. Infine negli anni 1973-74 il servizio tecnico di Lugo si trasferì dalla vecchia sede a quella di Via Pero, per poi lasciarlo qualche decennio dopo.

Antonio Curzi e Paolo Gagliardi

 

Fonti
Michele Rossi, Guida di Lugo: con cenno storico memorie artistiche e notizie diverse, Lugo, Ferretti & C. Editori, 1925, pag. 171;
Pasquale Rignani, Aspetti di vita lughese del trentennio 1892-1922, Lugo, Walberti, 1971, pag. 42, 50, 74, 75, 82, 86, 92, 97, 100, 144;
Pasquale Rignani, Lugo nei primi dieci anni del regime fascista 1921-1931, Lugo, Walberti, Lugo, pagg. 106, 146;
Pier Luigi Cervellati, Città di Lugo. Il futuro del Pavaglione. Studio di fattibilità restauro / recupero / nuovo utilizzo, Bologna, Studio Cervellati, luglio 2000, pag. 14;
Gerardo Cringoli, L’integrazione competitiva. L'industria elettrica italiana prima delle nazionalizzazioni, tesi di dottorato presso l’Università di Napoli Federico II, 2017;
AA.VV., Storia dell’industria elettrica in Italia, 4 voll., Laterza, Roma-Bari, 1991-1994;
Testimonianza di Tarcisio Babini raccolta in data 8 ottobre 2021.