Lugo, Casa Malerbi

Lugo, Casa Malerbi

 (1762 – 1940) - Largo della Repubblica, già Largo Galanotti, già Piazza Padella

Erroneamente molti pensano che Villa Malerbi, al civico 51 di Via Emaldi, fosse l’abitazione dei canonici Giuseppe (1771-1849) e Luigi (1776-1846). Niente di più sbagliato. La villa, che risale ai primi dell’800 costituiva la residenza di campagna della famiglia Malerbi; in quel periodo infatti la zona ad ovest di Corso Garibaldi – Orti di S. Domenico – e in quella ad est – Orti Brusi – era costituito da terreno agricolo e le abitazioni erano quasi totalmente assenti.

La residenza cittadina dei Malerbi – costruita nel 1762 – era invece ubicata in pieno centro, poco distante dalla Rocca; faceva parte, con Casa Pasetti e l’albergo (locanda) S. Marco del complesso denominato “Isola di S. Marco”, e confinava a ovest col Pavaglione, a nord dava su Vicolo della Fiera, mentre a est si affacciava su Via Galanotti (più o meno l’attuale Largo della Repubblica). È qui che il giovane Gioacchino Rossini dal 1802 al 1804 (quindi dai 10 ai 12 anni) profittò degli insegnamenti – clavicembalo e canto – di Giuseppe Malerbi, allora notissimo compositore (il suo ritratto figura tra i più celebri maestri nella Sala dei Concerti al Liceo di Bologna).

Rossini, cigno di Pesaro, che si autodefiniva, per il suo stretto legame con la città che aveva dato i natali al padre, “cignale (cinghiale) di Lugo” in quegli anni abitava all’attuale civico 25 di Via Manfredi, come del resto testimoniato da una targa ivi apposta:

VISSE IN QUESTA CASA DAL 1802 AL 1804

GIOACCHINO ROSSINI

NEI SUOI ANNI LUGHESI

EBBE LA PRIMA FORMAZIONE MUSICALE

ALLA SCUOLA DEI CANONICI MALERBI

Gli era quindi sufficiente percorrere meno di 200 passi per raggiungere l’abitazione del suo maestro, e ancor più breve era il percorso per entrare nella chiesa del Carmine, onde esercitarsi sull’organo Callìdo in essa custodito.

Nel 1905 casa Malerbi fu acquistata dal Comune per la somma di L. 35.000; la compera fu possibile perché un assessore e un consigliere se ne assunsero la responsabilità e prestarono il denaro; l’autorità non mise ostacoli trattandosi di pubblica utilità. Il progetto – realizzato nell’arco di qualche decennio – prevedeva l’abbattimento degli edifici dell’Isola di S. Marco per isolare completamente il lato est del Pavaglione e rinnovare così il centro cittadino.

Una foto successiva al 1936 della parte posteriore dei Palazzi Nuovi (vi si intravede sotto l’arco il monumento di Baracca) documenta ancora la presenza dell’abitazione, mentre in una foto aerea della R.A.F. datata 1945 si nota – contiguo al Pavaglione – il solo Albergo S. Marco o poco più. Casa Malerbi infatti è stata demolita nel 1940 per fare posto alla costruzione della nuova sede della Cassa di Risparmio. Si veda a questo proposito lo studio di fattibilità per il restauro, recupero, nuovo utilizzo del Pavaglione redatto dall’arch. Pier Luigi Cervellati nell’anno 2000: “Piantina delle case Malerbi, Pasetti e Gottarelli addossate al lato est del Pavaglione e demolite negli anni ’40”.

Paolo Gagliardi

 

Fonti
M.Giulia Marziliano, Lugo di Romagna. Il disegno urbano e la città. Assetti morfologici e vicende storico-urbanistiche, Imola, Grafiche Galeati, 1998;
Michele Rossi, Guida di Lugo: con cenno storico memorie artistiche e notizie diverse, Lugo, Ferretti & C. Editori, 1925, pagg.127, 165;
Pasquale Rignani, Aspetti di vita lughese del trentennio 1892-1922, Lugo, Walberti, 1971, pag. 83;
Pier Luigi Cervellati, Città di Lugo. Il futuro del Pavaglione. Studio di fattibilità restauro / recupero / nuovo utilizzo, Bologna, Studio Cervellati, luglio 2000.

-

Appunti presi alla conferenza tenuta dal musicologo Paolo Fabbri il 23 ottobre 2021 presso il Salone Estense della Rocca di Lugo – in occasione dei 250 anni dalla nascita di Giuseppe Malerbi – dal titolo “Cosa sappiamo del maestro di Rossini”.

La vera musica che tutte le persone potevano ascoltare era quella liturgica. Un musicista liturgico aveva un compito importantissimo perché formava in modo “democratico” alla musica (messe solenni e vespri gratis). Giuseppe Malerbi dal 1783 fu allievo di Giovan Battista Vitali (dal 1763 al 1792 maestro di cappella alla collegiata dei Ss. Petronio e Prospero, la più importante chiesa lughese), e più tardi di don Angelo Tesei a Bologna. La sua produzione è soprattutto sacra, per le varie solennità. Nel 1804 aveva ottenuto l'indispensabile aggregazione all'Accademia Filarmonica di Bologna, segno di una attività strumentale in quell’area. Didatta importante, da lui andò a scuola Rossini per circa un anno e mezzo, frequentando regolarmente le lezioni di un maestro vero e proprio ed utilizzando un clavicembalo del primo ’700. Il ruolo di Malerbi è stato importante anche per la formazione di cantante del giovane Rossini. Nel 1811 il Consiglio comunale lughese approvò la proposta, avanzata da alcuni giovani dilettanti di musica, di nominare Malerbi “Maestro di Comunità”, destinandogli un compenso per istruire – in forma gratuita – i giovani poveri, ma dotati, che si dedicavano a questa “scienza” (da quattro a sei ogni anno). Questa scuola pubblica ebbe però scarso successo: se ne tentò il rilancio nel 1818, e poi nel 1820, ma su altre basi e senza il suo coinvolgimento. I Malerbi, nel tempo, accumularono una biblioteca musicale notevolissima, una delle più importanti al mondo; spartiti di Mozart, Gluck, Händel. Rossini non usufruiva solo degli insegnamenti dei Malerbi, ma anche della loro biblioteca. La biblioteca ebbe un depauperamento agli inizi del ’900; parte del materiale fu probabilmente acquistato da Carlo Piancastelli; come forse molti sanno che scritti di Rossini sono conservati (Fondo Malerbi) presso la Biblioteca Trisi di Lugo, rappresentati in primis dalla sua produzione teatrale. Il clavicembalo (“il barbaro strumento”) su cui si è formato Rossini, di produzione tedesca degli inizi del ’700, fu esposto a Firenze nel 1876 e a Bologna nel 1888 per l’Esposizione Internazionale, poi a un certo punto si decise di venderlo, operazione di cui se ne occupò un ingegnere di Imola. Fu il milionario John Pierpont Morgan, presidente tra il 1904 e il 1913 del Metropolitan Museum di New York, ad acquisire all'incredibile somma di seimila dollari lo strumento che i giornali descrissero erroneamente come il più antico pianoforte mai costruito nel 1708 da un Rossini diciassettenne. Fino ai primi anni Settanta lo strumento si trovava nel Québec prima di passare agli attuali proprietari. Una cosa è certa, esiste ancora, non è andato disperso o distrutto.