Lugo, Cimitero ebraico antico

Lugo, Cimitero ebraico antico

 (XV secolo – 1877) - Viale Dante, angolo con Viale Tullo Masi

Il primo luogo di sepoltura di Lugo degli ebrei (in ebraico Beth Ha kevuroth – casa delle sepolture – cimitero), occupava una parte di terreno detto “Bassanigo”, all’angolo fra gli attuali Viale Masi e Viale Dante, poco distante dal ghetto.  L’esistenza di questo cimitero, seppur probabilmente esistente già da alcuni secoli, è documentata dalla cartografia del Campione (catasto) Pasolini, redatto fra il 1638 e il 1640. Dalla mappa catastale si può individuare la forma rettangolare con i lati maggiori confinanti a nord Ovest con Via dei Ruffini e a nord est con un terreno di proprietà dell’Ospedale di S. Antonio, mentre i lati minori erano adiacenti a nord con via Croce e a sud con un terreno di proprietà dello stesso ospedale.  La sua superfice era di tornature 1, pertiche 6 e piedi 1 e sulla sua superfice risultava inoltre anche la presenza di un piccolo edificio che probabilmente fungeva da “cappella mortuaria”, all’interno del quale doveva esserci sicuramente una fonte d’acqua per la preparazione rituale del defunto prima della sepoltura. Col passare dei decenni, dopo l’istituzione del ghetto, che segnò un forte incremento della presenza ebraica a Lugo, lo spazio adibito a sepoltura divenne insufficiente, come risulta dal Libro del Verbali della Comunità ebraica del 1702, nella quale si trova menzione della richiesta da parte dei Massari della Comunità di un altro spazio da aggiungere al precedente.

Flaminio Sinigaglia e Nedaniel Levi, rispettivamente Massaro e Rabbino della Comunità, furono incaricati di acquistare un nuovo terreno dagli amministratori dell’ospedale di S. Antonio. L’Acquisto fu portato a termine grazie al lascito del defunto Mannasse Treves, membro della Comunità ebraica lughese. Il cimitero fu poi nuovamente ampliato nel 1750 con l’acquisto di un’altra porzione di terreno.

Questo luogo di sepoltura, che nel corso del tempo aveva raggiunto dimensioni doppie rispetto a quelle segnalate dal Campione Pasolini, fu però in uso solo per poco più di un secolo, perché definitivamente dismesso nel 1877. Agli inizi degli anni ’60 dell’Ottocento lo sviluppo urbanistico della città e la costruzione della stazione ferroviaria portarono ad una intensificazione del traffico in quella zona, causando disagio fra la popolazione non ebraica. Nel 1863 un gruppo di 71 cittadini presentò una istanza alla Municipalità affinché il cimitero fosse rimosso e trasferito in altro luogo; motivazione principale di tale richiesta fu proprio la sua ubicazione, in quanto col passare del tempo si era trovato ad essere all’interno di un’area divenuta molto frequentata, in contrasto con le nuove disposizioni igieniche. Va inoltre sottolineato che l’Editto di Saint Cloud, emanato da Napoleone il 12 giugno 1804, stabiliva che le tombe dovessero essere poste al di fuori delle mura cittadine, in luoghi soleggiati e arieggiati, e che a Lugo nel 1806 era già stato inaugurato il grande cimitero comunale; alla luce di tutto ciò era pertanto logico che si dovesse pensare ad un nuovo e più adeguato sito anche per il cimitero ebraico.

Nel 1866 fu quindi individuata da parte dell’ingegnere comunale l’area più adatta nella quale trasportarlo a carico dell’Amministrazione. Le trattative fra la Comunità e la municipalità furono lunghe e complesse, creando non poche difficoltà ai cittadini di fede ebraica. Si trattava soprattutto di problematiche legate a questioni di normativa rituale, è infatti proibita categoricamente – salvo particolari eccezioni – la riesumazione del defunto e di conseguenza il suo trasporto in altro luogo. Nel 1877 fu così attivato il cimitero di Via Di Giù, ora appartenente alla Comunità ebraica di Ferrara e attualmente in uso.

A documentare l’esistenza del primo sepolcreto sono 33 antiche lapidi addossate ai muri laterali di recinzione di quello attuale. Si tratta probabilmente delle ultime steli funerarie ancora presenti nel vecchio cimitero al momento della sua chiusura. Le iscrizioni sono tutte in lingua e caratteri ebraici e cronologicamente ricoprono un arco di tempo che va dal XVI all’inizio del XIX secolo. Fra le più antiche si ricordano: Hawwah Da Fano (1560), Biniamin Relfa’el d’Arezzo (1575), Hanna Forlì (1617), Moshè Mi-Pesachim (1585), Shelomò David Del Vecchio (1583).

Ines Miriam Marach

 

Fonti
Simonetta M. Bondoni e Giulio Busi (a cura di), Cultura ebraica in Emilia Romagna, Rimini, Luisè Editore, 1988, pagg.110-112;
Franco Bonilauri e Vincenza Maugeri (a cura di), Cimiteri ebraici in Emilia Romagna. Immagini per un percorso di conservazione e valorizzazione, Roma, De Luca Editori d’Arte, 2002, pag. 47;
Luoghi ebraici in Emilia Romagna, testi di Ines Miriam Marach, curatela Annie Sacerdoti, Milano, Touring Club Italiano, 2002, pag. 127;
Ines Miriam Marach, Il cimitero ebraico di Lugo e le sue antiche lapidi, Materia Giudaica VII, 2002;
Mauro Perani - Antonio Pirazzini - Giacomo Corazzol (a cura di), Il cimitero ebraico di Lugo, Firenze, Giuntina, 2011.