Lugo, Cinema Teatro “Santerno”

Lugo, Cinema Teatro “Santerno”

 (1958 – 1970) - San Lorenzo in Selva, Piazza Caduti

Giuliano Battaglia (classe 1944) come Salvatore Cascio nei panni di “Totò” in “Nuovo Cinema Paradiso”, il film di Giuseppe Tornatore del 1988, col quale il regista siciliano vinse l’Oscar. Rispetto al “Totò” del film, Giuliano aveva qualche anno in più, quattordici, quando, nel 1958, cominciò ad apprendere l’arte presso il Cinema Teatro “Santerno” di San Lorenzo in Selva, la sala cinematografica di Piazza Caduti che fu attiva dal dopoguerra fino al 1970 (stando alla sua testimonianza).

Suoi mentori furono “Pino d’Maròc” (è bello: nelle nostre campagne, non ci si ricorda mai dei nomi e ci si identifica prevalentemente col soprannome) e Walter Gaudenzi, che già faceva il proiezionista al teatro “Rossini” quando questo era ancora adibito a cinematografo. Di “Pino”, ricorda la pazienza con cui gli insegnava il mestiere, sembrava una sorta di alter ego di “Alfredo” (Philippe Noiret), un uomo generoso che, a fine turno, gli pagava 20-30 lire con le quali si prendeva due o tre gelati e intanto si vedeva il film gratis. Al ritorno a casa, i genitori lo rimproveravano, un po’ come succedeva al piccolo “Totò” in Sicilia.

Quando il posto di “Pino” venne rilevato da Gaudenzi, Battaglia era già un po’ più pratico e il suo nuovo principale si fidava: gli dava la chiave, andava almeno un’ora prima in camerino a montare le “pizze” sulla bobina, “pizze” di cui ricorda la metratura a seconda della durata del film stesso. Un film “normale” di un centinaio di minuti era costituito da 2.300-2.400 metri di pellicola, all’epoca, altamente infiammabile.

Dal 1958 al 1970, Giuliano Battaglia fu cineoperatore al “Santerno” di San Lorenzo; il mercoledì di solito proiettavano i film western (ne enumera un gran numero, battezzandoli con l’espressione dialettale – “e’ caplòn” – che da allora in poi cominciò a circolare in Romagna), ognuno dei quali si poteva vedere con 100 lire. Il sabato e la domenica, con pellicole di qualità e dal costo di noleggio superiore, il prezzo del biglietto variava da 150 a 200 lire.

Fra le centinaia di film proiettati nel periodo sanlorenzese, ce n’è uno del quale conserva un ricordo particolare. Si tratta di “Quando volano le cicogne” (qualche critico diceva che in realtà si trattava di gru) una storia romantica, un fatto insolito per i film che allora uscivano dall’Unione Sovietica (il film è del 1957), improntata al disgelo kruscioviano.

Dopo il “Santerno”, per Giuliano Battaglia si aprirono le strade di cinematografi più importanti (“Astra” e “Giardino” a Lugo) e dal 1976 al 2000 quelle del “Doria” di Barbiano e di diverse arene estive (Pavaglione Estate, le Cappuccine di Bagnacavallo, la Rocca Brancaleone, ecc.).

In quarantadue anni di carriera (non era il suo primo lavoro; il primo è sempre stato il contadino; il cineoperatore era un modo per arrotondare i bilanci domestici), Battaglia ha seguito lo sviluppo della tecnologia: dalle prime macchine a carboncini con pellicola infiammabile a quelle con lampade da 2.000 watt al “Doria” o da 4.000 watt all’”Astra” di Lugo.

Se a qualcuno in Bassa Romagna venisse in mente di allestire un museo delle macchine da proiezione, Giuliano Battaglia, Via Sottofiume 5 a San Lorenzo, è la persona giusta, col patentino da cineoperatore e oltre cinquant’anni di esperienza alle spalle.

Giovanni Baldini

 

Fonti
Giovanni Baldini, Un piccolo “Totò” nel Nuovo Cinema Paradiso di S. Lorenzo, “Giornale di massa”, gennaio 2014, pag. 16.