Lugo, Fabbrica botti Bucchi

Lugo, Fabbrica botti Bucchi

(1845 – metà anni ’70) - Via Tellarini, Via Mentana, Via Piano Caricatore

La “Premiata Fabbrica Botti e Tini” della famiglia Bucchi di Lugo fu attiva dal 1845 fino alla prima metà degli anni ’70 del secolo scorso con commesse – tanto per fare qualche nome – da Arrigoni (Cesena), Landy Freres (Bologna), Buton, Munari, Folonari, ecc., insomma il fior fiore dell'industria alimentare e dei liquori italiana.

Tutto cominciò con la “Premiata Fabbrica Botti e Tini - Primo Bucchi & Figli", sita in via Tellarini (allora al civico 55), dotata di un grande deposito di legnami in stagionatura. La notizia, giustamente entrata nei libri di storia, si può reperire, tra l'altro, nel terzo volume di Romagna Vicende e protagonisti. Tuttavia la generazione che fece fare il salto di qualità non fu né la prima, né la seconda (quella di Luigi), ma la terza, di Giovanni (Lugo, 22 aprile 1859 - 3 marzo 1940), il vero artefice di questa storia di successo. Nel frattempo, lo stabilimento per la lavorazione delle botti e dei tini si era trasferito in via Mentana, allora ai civici 13 B e 17.

Guardando una locandina pubblicitaria degli anni ’20 – ‘30 del ’900 si può vedere com’era il paesaggio urbano fra Via Mentana e Vicolo Macello Vecchio ai tempi della ditta “Bucchi Giovanni & Figli”. La palazzina e la cancellata che si affacciano su via Mentana sembrano ancora quelle di una volta. È il contorno che è mutato, compreso il tratto iniziale di viale Europa costruito negli anni ’90 del secolo scorso.

«Questa ditta – si legge in una nota a stampa senza data fornita dalla pronipote di Giovanni, Nicoletta Bucchi – è la più importante di tutta l’Emilia ed una delle più rinomate d'Italia. Dal 1887 al 1921 ha partecipato alle principali esposizioni nazionali ottenendo 6 medaglie d'argento, 5 d'oro – fra le quali quella speciale del Ministero Industria e Commercio a Faenza nel 1908 – 4 Gran Premi, […]. La ditta, oltre all'aver dotato lo stabilimento di tutti gli attrezzi più moderni per una rapida ed accurata costruzione di botti e tini per ogni uso e di qualsiasi capacità e forma, si è specializzata nella costruzione di serbatoi per il trasporto vini e mosti».

Giovanni Bucchi sposò Rosa Borghini e, come è lecito aspettarsi da ogni vero patriarca, ebbe la bellezza di nove figli. Ecco i loro nomi in ordine di nascita: Ernesto, Maria, Mario, Paolo (morto nella Grande Guerra), Francesca, Aurelio, Renato, Luigi e Vincenzo (1906-1994), quest'ultimo nonno di Nicoletta.

Ai tempi della quarta generazione, l’azienda si espanse ulteriormente con la creazione, sotto l’attenta regia di Mario, di un nuovo stabilimento, (si pensi che il numero di telefono era a una sola cifra: il 4!), in via Piano Caricatore 1, appena passato il passaggio livello direzione Madonna delle Stuoie, dove in precedenza c’era una “spagheria” (produzione di spaghi). Sulla fabbrica Bucchi esiste un rarissimo filmato pubblicitario del 1936 visibile attraverso Youtube.

I due stabilimenti continuarono a rifornire la stessa clientela, solo che si erano, per così dire, specializzati ulteriormente: Mario, considerato da sempre l’azdor di casa (quello cioè che concludeva i contratti), inizialmente costruiva botti e, anche dopo di lui, i suoi eredi (Paolo e Giuliano) lavoravano nel settore dei pavimenti di legno e dei parquet. In via Mentana, invece, era rimasto Vincenzo, l'ultimo figlio di Giovanni, a costruire tini, anche di grosse dimensioni (si racconta di una commessa finita addirittura in Libia) e cisterne da camion.

Giovanni Baldini

 

 

Fonti
Filmato pubblicitario del 1936, della durata di 8.35 minuti (Youtube, “Lugo 1936 Bucchi fabbrica botti”);
Claudio Marabini e Walter Della Monica (a cura di), Romagna Vicende e protagonisti, Bologna, edizioni Edison, 1988, pag. 18;
testimonianza orale di Nicoletta Bucchi, dicembre 2004;
Giovanni Baldini, Un colpo al cerchio ed uno alla botte, sapientemente, “Giornale di massa”, gennaio 2005, pag. 28.