Lugo, Gioco del pallone

Lugo, Gioco del pallone

 (1822 – 1889) - Via Poveromini, zona Collegiata

«Prima ancora che il football, nato nell’Inghilterra vittoriana attorno alla metà del XIX secolo, imponesse un modello ludico universale – scrive Leone Cungi –, l’Europa giocava a palla con le mani e in Italia, in particolare, faceva da padrone il gioco del pallone col bracciale. Nato nelle corti rinascimentali, ma di antiche origini greco-romane, il pallone fu praticato dapprima da signori e da aristocratici nelle arene dei palazzi nobiliari e poi da borghesi e da popolani sulle piazze e slarghi delle strade acquisendo una popolarità straordinaria».

Per Lugo, nel 2016, c’è stato un anniversario particolare. A segnalarlo, a suo tempo, fu il noto libro di Mino Martelli (1913-1988), Storia di Lugo di Romagna in chiave francescana vol. I (1218-1828), secondo il quale nel 1616 il gioco del pallone fece la sua comparsa in piazza. Alcune lettere del luglio 1616 – segnalate a suo tempo da Antonio Curzi, fanno pensare che fosse proprio Ferrara «a sponsorizzare il gioco, motivando questo favore con ragioni educative e di “buon costume” dei giovani. Più che di “piazza” la lettera del card. legato Giacomo Serra del 20 luglio 1616 all’amministrazione lughese parla di «giuocare al Ballone nella Contrada costì dell'Humido [ora corso Garibaldi]». Quale tratto del corso, però, non è ancora stato appurato. Questo nel Seicento.

Nell’Ottocento, quando dici “gioco del pallone” a Lugo, bisogna spostarsi all’ombra della Collegiata nell’attuale via Poveromini. Scrive Giovanni Manzoni (1921-1990), nel suo fortunato Mille anni di osterie nella Romagnola Ferrarese,  che «nel 1822, fu costruito dalla Magistratura, dopo l’abbattimento del muro dell’orto dietro la Chiesa di S. Francesco, il campo per giocarlo […] fino all’ottobre del 1825 quando il muro del campo del pallone insieme alla tribuna (eretta nel 1824), costruita in fretta e malamente, caddero in rovina “per una ventata furiosa” (tromba d’aria)», per «un fiero Oragano» precisa il cronista Agostino Poggiali (1772-1832). Ciò che rimase, in particolare le Rovine del gioco del palone [sic], 1827, venne immortalato dal vedutista lughese Giovanni Bertazzoni (1805-1884), il cui disegno è conservato presso la biblioteca Trisi.

Due ultime curiosità “lughesi”: la prima è che l’antica osteria di “Chilone”, in precedenza nota come “la Poligara”, per un certo periodo ebbe il nome di Osteria del Pallone proprio per la presenza del campo di gioco nella zona di via Poveromini su cui nel 1889 – come ricorda Giovanni Manzoni – vennero costruite le case popolari. E l’altra curiosità è che il toponimo “zugh de palòn” era ancora in uso nel Novecento inoltrato – raccontava alcuni anni fa Guido Dirani –, a testimonianza che certe tracce toponomastiche non si cancellano facilmente.

Giovanni Baldini

 

 

Fonti
Agostino Poggiali (don), Storia di Lugo dal 1798 al 1838, Lugo, Walberti, 1977;
Mino Martelli, Storia di Lugo di Romagna in chiave francescana vol. I (1218 – 1828), Imola, Galeati, 1983;
Giovanni Manzoni, Mille anni di osterie nella Romagnola Ferrarese, Lugo, Walberti, 1990, pag. 78;
Leone Cungi, Artisti degli sferisteri. Fatti e personaggi del gioco del pallone col bracciale, Ed. Comitato Nazionale Gioco del Pallone col Bracciale, 2007;
Leone Cungi, Dal gioco della palla al pallone col braccio, Milano, Silvia Editrice, 2011;
Patrizia Carroli, Leone Cungi, Guido Dirani, Angelo Emiliani, Quando a pallone si giocava con il bracciale. Luoghi, fatti e personaggi dell’antico gioco a Bagnacavallo, Faenza, Tipografia Valgimigli, 2017;
Ivan Rossi (a cura di), Immagini di sport lughese di “qualche” anno fa. La nascita, «pavaglionelugo.net», 5 ottobre 2016.