Lugo, Molino Figna

Lugo, Molino Figna

 (XIII secolo – anni ’70 del Novecento) - Via de’ Brozzi

Scrive Michele Rossi a proposito del molino: «È antichissimo. Da un documento presso gli attuali proprietari, si apprende che esisteva nel sec. XIII e nel sec. XV fu del celebre umanista Pico della Mirandola. Nel secolo scorso [XIX] era dei Conti Biscia Ranieri di Bologna, che lo lasciarono in affitto ai Casoni d’Imola. Nel 1888 lo acquistò il Sig. Francesco Figna.» (M. Rossi, 1925, pag. 193).

Una cartolina storica mostra il “Molino de’ Brozzi a cilindri di Francesco Figna e figli”, costruzione, quest’ultima demolita negli anni ’70 del Novecento per fare posto all’attuale condominio che ospita al piano terra un bar, una farmacia e una rosticceria. Di tutto il complesso architettonico, a ridosso del canale dei molini, è rimasta una villa con alle spalle il moderno edificio della Agenzia delle Entrate e all’interno alcune pitture.

Francesco Figna era nato a Imola a metà degli anni ’30 dell’Ottocento e dalla moglie, Rosa Bennati, ebbe dodici figli: Emilia, Rita, Maria, Pio mugnaio come il padre, Domenico (idem), Enrico (idem), Guarino (idem), Geltrude, Emma, Ada, Adalgisa, Adele; viveva con loro la serva Giovanna Manara, anche lei di Imola. Come si vede nello Stato delle Anime della parrocchia dei Santi Petronio e Prospero (oggi San Giacomo), i quattro figli maschi nel 1888, erano mugnai come il padre, che abitava all’allora civico 108 di Via Brozzi.

Dall’archivio parrocchiale, spunta anche un Domenico Figna, 59enne nel 1884, nato a Bagnara e falegname; non sappiamo se parente o meno coi Figna del molino.

Su “in Rumâgna” 2020, Maurizio Tavalazzi e Alessandro Ricci Lucchi con E’ rifug (la zirudèla de mulen) offrono uno spaccato dei giorni del passaggio del fronte dell’ultima guerra, quando «Le giornate, all'interno del Molino, trascorrevano tra le paure per le granate ed i disagi della vita condotta in promiscuità». Tavalazzi, inoltre, possiede fotografie scattate durante la demolizione del molino.

Non tutti sanno, infine, che in provincia di Parma esiste il molino “Agugiaro & Figna”, nel cui sito, nel 2016, si leggeva a proposito dei Figna soci degli Agugiaro: «[…] Figna: stirpe di mugnai arrivata alla sesta generazione, la famiglia Figna si trasferisce nel 1874 da Lugo di Romagna a Parma per avviare la attività dell'omonimo molino a Valera». Oggi, inoltre, possiamo leggere: «Agugiaro & Figna Molini è l’esempio tangibile di lungimirante imprenditorialità. Nasce dall’incontro di due storiche famiglie dell’arte molitoria: il Molino Agugiaro fondato nel 1831 a Curtarolo (PD) e il Molino Figna fondato nel 1874 a Valera (PR). Il primo realizza già negli anni ‘90 del XX secolo un moderno impianto molitorio dedicato alla produzione di semilavorati. Mentre nel 1985 Alberto Figna fonda la I.T.G. (Italiana Trasporti su Gomma s.r.l.), e nel 1997 acquisisce la Molini Fagioli di Perugia. Nel 2003 viene attuato il progetto di aggregazione industriale tra le due storiche famiglie di mugnai attraverso la costituzione di una nuova società, l’Agugiaro & Figna molini SpA. Oggi, siamo il gruppo leader italiano per la macinazione del grano tenero, con stabilimenti a Collecchio (PR), Curtarolo (PD), Magione (PG), specializzati ognuno in una determinata produzione».

L’unico dubbio riguarda il 1874: dalle carte dell’Archivio di San Giacomo i Figna si trasferirono in zona porta Brozzi nel 1888; potrebbe darsi, però, che la famiglia fosse arrivata a Lugo in precedenza.

Infine, un dettaglio non trascurabile riferito dal Rignani: «Il 29 aprile 1893 un grande avvenimento si verificò; nel molino Figna venne inaugurato il primo impianto di luce elettrica, le lampade ad incandescenza furono fornite dal «Tecnomasio» di Milano» (P. Rignani, vol. I, 1971, pag. 12).

Giovanni Baldini

 

Fonti
Archivio Parrocchiale San Giacomo Lugo, Stato delle Anime, anno 1884;
Idem, anno 1890;
Michele Rossi, Guida di Lugo: con cenno storico memorie artistiche e notizie diverse, Lugo, Ferretti & C. Editori, 1925, pag. 193;
Pasquale Rignani, Aspetti di vita lughese del trentennio 1892-1922, Lugo, Walberti, 1971;
Maria Giulia Marziliano, Lugo di Romagna il disegno urbano e la città. Assetti morfologici e vicende storico-urbanistiche, Imola, Grafiche Galeati, 1998;
Giovanni Baldini - Diego Bracci - Giorgio Sangiorgi, Vita in villa. Le ville storiche del lughese e della Bassa Romagna, Bologna, Pendragon, 2008, p. 80;
Giovanni Baldini (a cura di), La chiesa di San Giacomo Maggiore in Lugo attraverso le carte dell’archivio parrocchiale. Secc. XVI-XXI, Imola, editrice Il Nuovo Diario Messaggero, 2015, pp. 188, 198;
Maurizio Tavalazzi e Alessandro Ricci Lucchi, E’ rifug (la zirudèla de mulen), “in Rumâgna”, 2020, pp. 131-135;
www.agugiarofigna.com, visitato il 25 gennaio 2021. La segnalazione fu fatta nel 2016 da Luca Galletti di Voltana.