Lugo, Officine Zanotti

Lugo, Officine Zanotti

(1837 – primi anni ’90 del Novecento)

Santa Maria in Fabriago, Località “La Bruciata”, Via Bastia Vecchia (oggi civico 80)

Fino ad alcuni decenni fa si riteneva che l’iniziatore della dinastia di azzalinieri (cioè fabbricanti di acciarini) e archibugiari di Santa Maria in Fabriago (Lugo) - località “La Bruciata” fosse un tal Cassiano Zanotti, nato nella frazione lughese nel 1625. Recentemente, però, Giuliano Preda non solo ha contestato l’albero genealogico “Zanotti” prodotto a suo tempo da don Mino Martelli, ma ha anche affermato che non esistono prove dell’esistenza di quel “Cassiano 1625”.

Di altro Cassiano, scomparso nel 1786, invece, c’è documentazione, pertanto è bene non favoleggiare di ascendenze così antiche. Certamente, gli Zanotti, che di soprannome fanno Galetti o Galletti, furono attivi nel secondo quarto dell’Ottocento; ad esempio, esistono sia una pistola firmata “Galletto 1837” sia una cinquantina di prodotti firmati “CZ” (Cassiano Zanotti) sempre nel medesimo secondo quarto. È impossibile seguire tutti i cambiamenti nelle ragioni sociali delle Officine, pertanto ci limitiamo ai personaggi di spicco della dinastia a partire da Stefano II (1771-1862), del quale a Baltimora negli USA si conserva un suo trombone. Anche Francesco II (1802-?) merita di essere ricordato per il fatto che, nel 1854, fu condannato a morte per rapina, successivamente graziato con quindici anni di galera. Il “membro più autorevole” della famiglia di archibugiari romandioli, però, è il cav. Giacinto (1835-1919), quartogenito di Pietro, colui che impose una sua ragione sociale “GZ” a partire dal 1860. Nel 1871 si trasferì a Bologna in piazza Ravegnana 2 (la piazza delle due torri) e continuò a vendere le armi prodotte a “La Bruciata”. A lui, il conterraneo compositore Antonio Tazzari (1861-1918) dedicò “Caccia elegante”, polka, che il maestro Giorgio Tazzari (1934-2019) eseguì alla pieve di Campanile nella sua ultima esibizione pubblica la sera del 20 settembre 2019.

E veniamo a Tomaso (1864-1946), terzogenito di Edoardo, «considerato il più grande produttore di doppiette del “periodo d’oro” […] l’autore quando le doppiette Zanotti ottengono premi e riconoscimenti (G. Preda, 2007, pag. 772)». Di Stefano IV (1881-1926), figlio di Giacinto, non possiamo non ricordare che si trasferì temporaneamente a Liegi e, per la critica, passa per essere «il vero autore dei moderni fucili Zanotti»; ad un certo punto, aprì un’officina a Bologna in via Zanolini.

Fabio I (1903-1971), forse è il grande affabulatore, responsabile della creazione del mito “Cassiano 1625”. Figlio di Tomaso, nel 1934, dopo il fallimento, aprì una nuova ditta “Fabio Zanotti – Bologna” e, nel ’54, si trasferì a Gardone Val Trompia, dove Stefano V (1945) e Fabio II (1977) portano avanti la dinastia. In Internet, si trova l’attuale indirizzo (via Giuseppe Zanardelli, 72 – 25063 Gardone Val Trompia – Brescia) e la ragione sociale “Armi Zanotti Stefano dal 1625”.

Al civico 80 della vecchia via Bastia a “La Bruciata” (ora proprietà Giovannini), dalla strada si vede, a sinistra, la facciata di quello che fu l’ultima bottega Zanotti; un portone verde, due grate di finestre e il muro su cui sono inscritti è l’unica testimonianza visibile di questa storia secolare di abilissimi armaioli che affinarono la loro doppietta fino a portarla al pari della migliore produzione europea.

Giovanni Baldini

 

Fonti
Ivo Tampieri, Stradario guida del Comune di Lugo. Forese, Lugo, Walberti, 2000, pagg. 105-106;
Giuliano Preda, Armi Zanotti registri storici, Faenza, Edit, 2007;
Bruno Barbiroli, Repertorio storico degli archibugiari italiani, Bologna, Clueb, 2012, pagg. 767-774.