Lugo, Oratorio di San Marco

Lugo, Oratorio di San Marco

 (1868 – 1956) - Voltana, angolo fra Via Fiumazzo e Via Pastorelli

Nel 1771 la famiglia Bondoli, considerata da molti la vera fondatrice del paese di Voltana in quanto vi abitò per oltre 300 anni e fu proprietaria per oltre un secolo e mezzo di quasi tutto il terreno su cui essa sorse, ottenne dalla Santa Sede, con bolla di Papa Clemente XIV dell’11 giugno 1771, il premesso di far celebrare la messa nella propria abitazione “a comodo suo e della popolazione distante da Chiesanuova”.

Per ottenere questa concessione, i Bondoli dovettero dimostrare di vivere more nobilium, cioè secondo le abitudini dei nobili, e quindi di essere in grado di avere e di poter mantenere un alto tenore di vita affinché, con il tempo, non “degradasse il luogo sacro”. Poiché la celebrazione della messa nella propria abitazione (l’attuale Villa Giardini, tuttora esistente in Via Fiumazzo – Via Pastorelli) divenne, con il progressivo aumento della popolazione, di tanto disturbo per i Bondoli: “…da parte del popolo che affluiva in gran numero, specie nei giorni festivi, perché troppo lontano dalle parrocchie di San Bernardino e Chiesanuova…” [il documento si trova presso l’Archivio di Stato di Ferrara] essi, circa 100 anni dopo, decisero di erigere nel parco della loro villa , l’oratorio che i voltanesi chiamarono, per le piccole dimensioni rispetto alla parrocchiale,  la Chiesuolina.

L’oratorio, ben recintato da un’apposita siepe, aveva l’ingresso dalla via Pastorelli per i fedeli e dall’interno del parco della villa per la sola famiglia Bondoli. La facciata era rivolta a nord, verso il bel podere denominato “Bersana Prima”, sul quale duecento anni dopo, sarebbe stata costruita l’attuale chiesa di Voltana.

La Chiesuolina, con buona architettura e ben decorata dal pittore Carlo Ruina di Lugo, era dedicata a Maria S.S. del Buon Consiglio, come si rilevava la seguente epigrafe apposta all’interno della chiesa sopra la porta principale: “A MARIA S.S DEL BUON CONSIGLIO – PROTETTRICE AMOROSA – DA D.G. E DA A.B. – CONSACRATO L’A. MDCCCLVIII” (1868). Le sigle D.G. E A.B. dell’epigrafe indicavano le iniziali di Don Grisostomo (membro della famiglia Bondoli – ordinato sacerdote nel 1808 e parroco di Chiesanuova dal 1822 al 1869) e di Antonio Bondoli (capostipite della famiglia).

L’oratorio, dedicato anche a San Marco, del quale il 25 aprile di ogni anno si festeggiava la ricorrenza, era tenuto aperto tutti i giorni festivi.

Nel 1900 la chiesina passò alla famiglia Soldati a seguito dell’estinzione della discendenza diretta dei Bondoli; qui il parroco di Chiesanuova vi celebrò messa fino al 1914, allorché, durante i disordini della Settimana Rossa avvenuti nel mese di giugno, fu gravemente danneggiata: le suppellettili furono asportate e bruciate sulla strada, l’altare, l’attigua piccola sacrestia e la campana furono praticamente distrutti. La chiesina fu allora chiusa, la porta d’ingresso sulla strada fu murata ed il luogo sacro fu destinato a magazzino ed allevamento dei conigli, fino a quando fu acquistata dalla famiglia Giardini nel 1916, che la restaurò e la riaprì al culto nel 1924.

La vasta area dietro la chiesa fu completamente rovinata alla fine degli anni ’30 da un edificio in cemento (il consorzio agrario) che tolse quasi del tutto la visibilità alla bella villa Giardini, già dimora per circa un secolo e mezzo, dei Bondoli-Pastorelli.

Nel 1956 l’oratorio fu definitivamente chiuso e demolito per lasciare il posto ad un edificio destinato ad emporio di generi alimentari.

Gemma Ghiselli

 

Fonti
Atos Billi, Voltana. Una comunità particolare, Ravenna, Ed. Longo Angelo, 2002.