Lugo, Palazzi Nuovi

Lugo, Palazzi Nuovi

(1897 – 1940) - Piazza Baracca,

già Piazza XX Settembre e prima Piazza Maggiore

Si inaugurava, nella seconda metà dell’800, un periodo nel quale si sarebbero prodotte quelle trasformazioni che, condotte per oltre un secolo, avranno termine nel primo decennio del secondo dopoguerra. Dopo anni di discussioni anche furiose, si decise il ridisegno del luogo urbano più antico e denso di valenze simboliche: nel 1894 fu avviata una imponente prima serie di demolizioni che interessavano gli edifici determinanti due lati della Piazza Maggiore. Tali abbattimenti ebbero inizio forse anche per impegnare il bracciantato in opere pubbliche. Da qualche anno infatti il problema della disoccupazione si poneva come una delle emergenze di tutta la regione poiché avevano avuto termine alcune opere di carattere pubblico, quali la bonifica per colmata di terreni paludosi e gli impianti delle strade ferrate. Di tutti questi manufatti abbattuti in centro un solo edificio, nel 1897, era situato dove precedentemente si trovava Palazzo Vecchio, ragion per cui si sarebbe chiamato Palazzi Nuovi.

Scrive Michele Rossi nella sua Guida di Lugo del 1925: «Costruiti nel 1897, in linea col Pavaglione, su progetto dell’ing. [Felice] Orsini d’Imola (il padre era fratello di quel Felice Orsini noto per aver attentato alla vita di Napoleone III a Parigi nel 1858), dopo molti contrasti con parte di cittadini, che avrebbero desiderato una diversa sistemazione del centro della città. I due palazzi sono uniti da un grande arco, sormontato dal castello dell’orologio. Buono e ben disegnato l’ornato delle terre cotte intorno alle finestre della fronte. Nel palazzo ad est, ov’era l’amministrazione del Canal Vela oggi vi è la Sede del Partito Fascista, in quella ad ovest vi ha stanza la Banca d’Italia. Il vecchio palazzo, succeduto ad altro del sec. XIII, era stato edificato nei primi anni del ’600, aveva un portico vasto come tutto il fabbricato per il ritrovo dei mercanti; lateralmente, ad est, sorgeva una torre cinquecentesca di origine molto più antica, contenente in cima le vecchie campane del Comune.»

Nel 1932 la Cassa di Risparmio e l’Amministrazione Comunale invitarono l’arch. Giuseppe Vaccaro (allora già noto per avere progettato il Palazzo delle Poste di Napoli e la Facoltà di Ingegneria di Bologna) a presentare una proposta di risistemazione del centro cittadino, unitamente alla nuova sede dell’Istituto di Credito. La proposta non soddisfece i committenti e l’eccessivo onere finanziario fu pretesto per la decisione di non attuare il progetto. Risolute a definire il grave problema urbanistico ed architettonico dei luoghi centrali, Amministrazione e Cassa insieme pubblicarono il bando in cui veniva annunciato un apposito concorso di progettazione. Tuttavia anche questa gara non ebbe buon esito e solo alla successiva del 1939 (annunciata unicamente dall’istituto di credito) sarebbe scaturita, infine, la proposta per la nuova sede della Cassa di Risparmio, costruita nel 1941 in luogo degli abbattuti Palazzi Nuovi, su progetto degli ingg. Mario Baldini e Remo Palazzoli, e dell’arch. Francesco Santini.

Così al riguardo si esprime M. G. Marziliano: «La Commissione giudicatrice seppe riconoscere il valore di quel nuovo moderno che lentamente stava divenendo patrimonio degli ambienti culturali più avvertiti e la scelta coraggiosa fu di premiare un progetto erompentemente connotato dal nuovo spirito della modernità. Non più archi né colonne, il primo edificio razionalista lughese evidenzia una quasi totale assenza di ornamentazione dei prospetti e, privo di ogni retorica, esprime una unica concessione al decorativismo nel coronamento, citazione semplificata della merlatura presente nella Rocca.» Di tutt’altro avviso Pasquale Rignani: «Il martoriato centro cittadino subì un volgare affronto quando fu decretato l’abbattimento dei palazzi dell’orologio per costruire il bunker della Cassa di Risparmio.»

Una nota a margine. Inglobata nel complesso era anche la Cappella del Palazzo Comunale, inaugurata nel 1738, nello stesso anno della visita della Regina delle Due Sicilie Maria Amalia. Con l’abbattimento, nel 1940, dei Palazzi Nuovi, è scomparsa anche la cappella.

Paolo Gagliardi

 

Fonti
Michele Rossi, Guida di Lugo: con cenno storico memorie artistiche e notizie diverse, Lugo, Ferretti & C Editori, 1925, pagg. 57, 58;
Pasquale Rignani, Lugo nei primi dieci anni del regime fascista 1921-1931, Lugo, Walberti, 1971;
Pasquale Rignani, Lugo durante il periodo delle guerre fasciste 1932-25 luglio1943, Lugo, Walberti, 1973, pag. 160;
M. Giulia Marziliano, Lugo di Romagna. Il disegno urbano e la città. Assetti morfologici e vicende storico-urbanistiche, Imola, Grafiche Galeati, 1998, pagg. 53, 63, 64, 96,133;
Alessio Mazzini-Angelo Visani, Diocesi di Imola. Sui sentieri dello spirito, Imola, Editrice Il Nuovo Diario Messaggero, 2000, pag. 110.