Lugo, Politeama Venturini

Lugo, Politeama Venturini

(1910 – metà anni ’90) - Corso Matteotti 40, già Corso Ettore Muti,

già Corso Vittorio Emanuele, e prima ancora Via Codalunga

«Cinematografo...Clericale – La Casa di Studio che un giovane prete ha aperto da qualche tempo nella città nostra, crescit eundo. Alla biblioteca circolante, al concertino, ai piccoli laboratori di arti meccaniche ora si è aggiunta un’altra attrattiva per richiamare alla “Casa” i ragazzi: il cinematografo, che è stato inaugurato sabato scorso in un elegante salone rosso destinato anche, come annunziava il manifesto affisso l’altra settimana, ad uso conferenze che saranno tenute da valenti oratori. Non disconosciamo la buona volontà e lo spirito di iniziativa del giovine prete e non vogliamo certo gridargli la croce addosso, se cerca di… tirar l’acqua al suo mulino; anzi! Ma possiamo ben chiedere agli amici repubblicani: E voi dunque che fate?» “La Vedetta” 27 marzo 1910

All’origine esisteva il Circolo Manzoni, un’associazione cattolica che gestiva un piccolo Politeama in Corso Vittorio Emanuele.

 «Il Venturini inaugura stasera il Politeama con l’intervento della musica e avverte pure che il locale – al di sopra di qualsiasi competizione politica – verrà adibito a spettacoli lirici, drammatici e cinematografici. Ne dà avviso alla cittadinanza Don Evaristo Venturini, nuovo concessionario, il quale assicura i lughesi che i soci del circolo Manzoni non avranno più nessuna ingerenza nella conduzione del locale, che assume semplicemente il nome di Politeama.»  “La Vedetta” 22 giugno 1913

 

A Lugo, in Corso Vittorio Emanuele 18, anticamente via Codalunga, poi Via Ettore Muti ed infine Corso Matteotti, esiste un palazzo del Sedicesimo secolo appartenuto ai Conti Rossi Foschi, famiglia che aveva avuto il titolo nobiliare da Pio IX nel 1853. Gli ultimi due discendenti, vissuti a cavallo del Novecento, erano stati Andrea e Giovanni.

Andrea aveva avuto l’incarico di cameriere segreto proprio di Mastai Ferretti, proveniente da Imola di cui era stato vescovo, Giovanni era poi morto senza lasciare eredi ed il palazzo era passato di mano.

All’inizio del 1900 diventa la sede del Circolo Manzoni, che allestisce nel cortile un teatrino per ospitare spettacoli e attività culturali. Il complesso è costituito da una trentina di vani ed ha anche due botteghe, oltre al piccolo Politeama. Don Evaristo Venturini prima lo prende in gestione, poi acquista tutto l’immobile, costituendo il Politeama Venturini.

Trasformato in convalescenziario durante la grande guerra, ospita una scuola in affitto, concedendo anche qualche vano all’Ufficio Prigionieri di Guerra, attraverso il quale un apposito Comitato invia lettere, cartoline e pacchi ai soldati che cominciano a essere numerosi nei campi di prigionia in Austria, Germania e Ungheria.

Al termine della guerra, a fronte di una importante ristrutturazione, viene aggiunto un secondo piano, con una loggia centrale a cinque campate con capitelli ionici, come appartamento per il proprietario. Ai suoi lati due affreschi rappresentanti “Il Giorno e la Notte” dipinti da Roberto Sella (pittore, decoratore e disegnatore di Lugo, diplomato all’Accademia delle Belle Arti di Bologna, insegnante alla scuola di Belle Arti di Santa Maria Maggiore in Val Vigezzo, ha aderito per breve tempo al futurismo e ha decorato la tomba di Francesco Baracca, la sala da ballo della Casa Repubblicana a Lugo, e altre opere a Faenza e Bologna).

«Al piano terra il Palazzo è sormontato da una doppia fila di colonne doriche, da cui si accede al cinematografo. Oltrepassato il colonnato dell’ingresso, c’è la cassa, poi si entra in platea, buona per tutte le tasche. Al primo piano invece la galleria, più costosa, e una grande sala che funge da foyer, con lampadari e divani, dove potersi accomodare e fumare liberamente. C’è un grande lampadario in vetro di Murano con fiori e foglie. Su una parete è appeso un quadro a olio raffigurante il maestro Puccini e sulle altre degli specchi. Il tutto illuminato da “appliques” in vetro di Murano. Al primo piano ci sono anche due locali di risulta, servono per poter tenere la frutta d’inverno e per sgombero. La platea ha ben cinquecentottantaquattro seggiole di legno per ospitare il popolo minuto, la galleria, riservata a chi potrà permettersela, trecentoquindici poltroncine a molle di velluto rosso, un vero lusso.» (brani liberamente tratti dal libro “Cinema Venturini”)

Il Politeama Venturini nel tempo ha ospitato l’Università Popolare e addirittura Sofia Loren che visionava con l’aiuto di Bruno Pasi, detto Brunaso, gli spezzoni del film “La Riffa”. È appartenuto al fondatore Don Evaristo Venturini fino alla sua morte nel gennaio del 1945, avvenuta per cause di guerra. In seguito è diventato di proprietà della Curia di Imola. Ristrutturato alla fine della seconda guerra mondiale e nuovamente negli anni’70, chiude definitivamente a metà degli anni ’90.

Gloriana Venturini

Fonti
Gloriana Venturini, Cinema Venturini, Forlimpopoli, L’Arcolaio, 2017.