Lugo, Studio del pittore Giulio Avveduti

Lugo, Studio del pittore Giulio Avveduti

 (1945 – 1986) - Via Emaldi, presso la corte di Villa Malerbi

Una foto di Giulio Avveduti, avanti negli anni, «sulla terrazzina che porta al suo studio di Lugo» (Ruggeri, Il lungo viaggio di Giulio Avveduti, p. 86), permette di localizzare tale studio o atelier nel pro servizio lato ovest della corte di Villa Malerbi.

Giulio Avveduti (1889-1986) fu pittore per quasi ottant’anni «con un linguaggio suo proprio, soffuso di una lirica atmosfera tonale»: così si espresse Giorgio Ruggeri nel 1985 (p. 72).

Il pittore nacque a San Potito il 13 maggio 1889 in via Pero, 59 da Ercole, all’epoca 41enne, colono operaio, e Luigia Guerrini, bagnacavallese, con vent’anni di meno del marito. Egli visse parte della sua vita nella frazione lughese e, nel 1945, si trasferì a Lugo con abitazione (poco prima della morte) in via Gramsci, n. 86 e studio al primo piano di un pro servizio nella corte di villa Malerbi; vi si accedeva con scalinata esterna a ridosso dello storico vicolo dei Cappuccini, oggi intitolato alla maestra Margherita Cattaneo, uno degli angoli più poetici e suggestivi di Lugo.

Allievo di Domenico Visani dal 1903 al 1908 alla Scuola di disegno e plastica di Lugo, negli anni 1909-1912 frequentò l’Accademia della Belle Arti di Bologna, dove ebbe per insegnante Augusto Majani e come compagni di studio il concittadino Giacomo Vespignani, Giorgio Morandi, Osvaldo Licini. Per sua stessa ammissione, Avveduti ammirava molto Luigi Varoli di Cotignola, col quale strinse una fraterna amicizia.

Insegnò poi Disegno alla Scuola d’arte di Fusignano, nella quale ebbe fino a settanta allievi.

Sue fonti ispiratrici furono, secondo il Ruggeri, Alfredo Protti, nel primo dopoguerra, e Giovanni Romagnoli. Comunque Avveduti fu un uomo schivo e solitario, che non amava affatto le parole. Giunto quasi al termine dei suoi giorni, era un pittore dal “cromatismo gentile” (Ruggeri, p. 80), ma quasi sconosciuto fuori dalla nostra regione, nonostante alcune mostre alle quali partecipò fra la seconda metà degli anni ’50 e la seconda metà degli anni ’70 (Bologna, 1957; Ravenna 1974; Bagnacavallo, 1977; Lugo, 1978) e tre medaglie d’oro vinte a Bologna (1957) e a Roma nel 1958 e ’59.

Non vanno sottaciute le decorazioni pittoriche realizzate, nel 1956, nell’abside, presbiterio e transetto della chiesa parrocchiale di San Giacomo Maggiore in corso Mazzini, nelle quali venne coadiuvato dal fusignanese Francesco “Chicco” Verlicchi (1915-2008).

Il pittore, che mai aderì al futurismo, il 27 aprile 1931, sposò la maestra Maria Savorini, dalla quale non ebbe figli. Forse anche per questo, nel 1984, donò molte sue opere alla Cassa di Risparmio di Lugo parendogli l’istituzione più adatta alla conservazione del suo patrimonio pittorico. Fu in quell’occasione che vide la luce Il lungo viaggio di Giulio Avveduti di Giorgio Ruggeri, dal quale si è attinto abbondantemente per la stesura delle presenti note.

Quel catalogo contiene una frase profetica accennata all’inizio «Un pittore che difende un passato che se ne va» (p. 22) e rilanciata alla grande a p. 68: «Il passato è una terra straniera». E qui Ruggeri ha avuto un’idea geniale, in anticipo di vent’anni rispetto al Gianrico Carofiglio de Il passato è una terra straniera (Rizzoli, 2004) e al film omonimo che ne seguì nel 2008, per la regia di Daniele Vicari, con Elio Germano, Michele Riondino e Chiara Caselli. A volte, certe folgorazioni avvengono anche in provincia, solo che passano inosservate.

Giovanni Baldini

 

Fonti
“FamilySearch” Lugo Matrimoni Veduti Ercole – Guerrini Luigia, anno 1889, n.7, pp. 43 e ss.;
“FamilySearch” Lugo Nascite, Giulio Avveduti, 13 maggio 1889, n. 389, p. 764 (di 2133);
Giorgio Ruggeri, Il lungo viaggio di Giulio Avveduti, Cassa di Risparmio di Lugo, 1985;
Giovanni Baldini - Sonia guerrini - Marco Violi, Guida Alla chiesa di San Giacomo Maggiore Apostolo di Lugo, Imola, editrice Il Nuovo Diario Messaggero, 2019, p. 36.