Lugo, Villa Giorgina

Lugo, Villa Giorgina

 (inizi del ’900 – data incerta)

Via Provinciale Felisio (attuale civ. 3), già Via Provinciale di Faenza

Nei pressi dello stabilimento, che aveva accessi anche su viale Oriani, su progetto dell’ing. Paolo Taroni (M. Rossi, 1925, pag.158), venne edificata una grande villa «dedicata alla padrona di casa, detta pertanto Villa Giorgina»: «qualcuno […] – ha scritto Castronuovo – ricorda la solida torretta angolare, il salotto con cuscini e drapperie in stile fin de siècle, una vasta cantina in cui i ragazzi scendevano a giocare». Francesco Balilla Pratella scrisse nella sua Autobiografia che non esisteva già più nel 1947; secondo Castronuovo invece risulterebbe demolita già a metà degli anni ’30.

«Villa Pratella e Villa Giorgina, a partire dal 1911, diventarono le case dei cenacoli, frequentate da studenti, pittori, letterati e musicisti, già futuristi, in procinto di diventarlo o anche solo simpatizzanti. Giungevano da Lugo e città vicine: passavano da una abitazione all’altra in focose discussioni e laute bevute. È lo stesso Pratella a farcene e nomi: di Lugo erano il cugino Esodo Pratelli (detto Gigetto), Federico Squarzina, il violinista Mosè Ricci Lucchi, il pittore Giacomo Vespignani e il fratello poeta Gaspare, il pittore Nino Pasi, i musicisti Enrico Tabanelli, Giovanni Turicchia, Guido Gallignani e Francesco Pasi, i fratelli Tosi (Orazio pittore, Pietro musicista e Paolo etnologo), i due fratelli Valli e i poeti Lino Guerra e Luigi Perron Cabus.

Da Faenza giungevano Michele Campana, il pittore Giannetto Malmerendi, lo scultore Domenico Rambelli e il musicista Lamberto Caffarelli. Da Ravenna affluivano il poeta Oscar Mara e i fratelli Arnaldo e Bruno Ginanni-Corradini (poi noti con i nomi d’arte di Ginna e Corra). Da Forlì il poeta parolibero Luciano De Nardis e da Ferrara il giovane Filippo De Pisis. Infine un bel gruppetto bolognese: lo scrittore Riccardo Bacchelli e i pittori Mario Bacchelli, Giorgio Morandi e Osvaldo Licini, all’epoca studenti dell’Accademia di Belle Arti assieme a Giacomo Vespignani» (Antonio Castronuovo-Sante Medri, Il futurismo a Lugo, Imola, La Mandragora, 2003, pag. 57)

La padrona di casa, Giorgina Monti, moglie di Giacomo Valli morì proprio nella Villa, sita nell’allora Via Provinciale di Faenza 4, a quarantun anni, il 6 novembre 1924.

Villa Giorgina sorgeva – rientrante rispetto alla strada – in corrispondenza dell’ingresso principale dei dismessi stabilimenti Valli (in questo caso si tratta di pura omonimia), all’attuale civico 3 di Via Provinciale Felisio. Di tale edificio rimangono solo – come traccia fisica – i due leoni in cemento posti ai lati del cancello d’ingresso, attualmente in deposito presso il cortile della ex Cantina. Cartoline di inizio Novecento ne mostrano i vari prospetti o la vista dall’alto inserita nel complesso dello Stabilimento, mentre alcune fotografie di proprietà della famiglia Valli/Mayr – gli ultimi eredi – ci permettono di ammirarne gli esterni in perfetto stile Liberty ed alcuni scorci degli sfarzosi interni.

Giovanni Baldini e Paolo Gagliardi

 

Fonti
FamilySearch Lugo Morti, anno 1924, pag. 935; Giorgina Monti, moglie di Giacomo Valli morì in Via Provinciale di Faenza 4, a quarantun anni il 6 novembre 1924;
Michele Rossi, Guida di Lugo: con cenno storico memorie artistiche e notizie diverse, Lugo, Ferretti & C. Editori, 1925.
Antonio Castronuovo-Sante Medri, Il futurismo a Lugo, Imola, La Mandragora, 2003, pagg. 56, 57;
Antonio Castronuovo, Mauro Chiabrando, Massimo Gatta, Federigo (Ghigo) Valli un protagonista rimosso dell’editoria italiana del novecento, Macerata, Biblohaus, 2015, pp. 5-12;
Archivio fotografico famiglia Valli/Mayr.