Lugo, Voltana Villa “La Parigina”

Lugo, Voltana Villa “La Parigina”

 (1913 – fine anni ’50) - Via Fiumazzo

Nel 1851 il Dott. Lorenzo Ortolani (originario di Medicina e farmacista a Lugo) sposò Teresa Bondoli – Pastorelli di Voltana, la quale portò in dote una decina di poderi e la Villa Cacciaguerra, ora denominata Ortolani, il cui complesso tuttora esistente, è attualmente costituito dalla Villa di proprietà del Comune di Lugo e dalle Scuderie di proprietà della Fondazione Cassa di Risparmio e Banca del Monte di Lugo.

Lorenzo pose nella Villa Ortolani di Voltana, il centro economico della famiglia e diresse di persona l’azienda agricola.

Nel 1869 nacque Giovanni Ortolani che, sulle orme del padre, continuò a dirigere la proprietà. Apportò grandi trasformazioni alle colture e diede notevole impulso all’allevamento bovino promuovendo la ricerca di miglioramento e di selezione delle razze. Questo gli valse, durante la partecipazione alle varie mostre che si tenevano a quei tempi, molti riconoscimenti e premi, a livello locale, nazionale ed internazionale.

A conferma nel 1900, Giovanni Ortolani partecipò all’Esposizione Universale di Parigi dove gli fu conferito un premio speciale: il progetto di una villetta, poi denominata “La Parigina”.

La Villa Parigina fu fatta costruire da Giovanni Ortolani nel 1913, in adiacenza ad immenso orto della famiglia Ortolani, ora piazza dell’Unità di Voltana, nella zona fra gli odierni Bar Centrale e Pizzeria degli Artisti.

Sotto il profilo stilistico presentava decorazioni di tipo umbertino, mentre i due fianchi porticati le conferivano un aspetto da chalet nordico.

La Parigina fu incendiata durante la Settimana Rossa nel 1914 dai manifestanti. Una foto evidenzia la Villa danneggiata dai manifestanti con il tetto sfondato dall’incendio. Sempre nella stessa immagine si può notare a sinistra (dove ora sorge il Palazzo Baldassari/Baldini), il secondo mulino di Voltana e a destra il Bosco Bondoli – Pastorelli poi Giardini). Un’altra foto rappresenta invece l’ingresso principale della Parigina danneggiata che verte sulla strada pubblica. La cancellata è divelta. Sui due pilastri è scritto “abbasso il re” a sinistra e “viva la rivoluzione” a destra.

Dopo essere stata incendiata, la Parigina fu ricostruita nel 1926 per diventare la sede del Credito Romagnolo e del primo telefono pubblico.

Bombardata il giorno di Natale del 1944 non fu più riedificata, anche se con una copertura provvisoria, permise l’utilizzazione del piano terra da parte di un maniscalco fino alla fine degli anni ’50. Fu poi demolita definitivamente per permettere il raddrizzamento della via Fiumazzo.

Gemma Ghiselli

Fonti
Atos Billi, Voltana. Una comunità particolare, Ravenna, Ed. Longo Angelo, 2002.