Massa L., Dancing Serenella

Massa L., Dancing Serenella

 (1946/47 – prima metà degli anni ’70) - Via Risorgimento

Debuttò nel dopoguerra in un’area piastrellata dove il farmacista Filippo Rangoni essiccava il legno quassio, miracolosa “medicina” della frutticoltura massese prima dell’avvento della chimica. Fu affidato alla Società dei Reduci che in quello spazio creò un luogo di ritrovo dove andavano a suonare orchestrine più o meno improvvisate e lo chiamarono il “Lager della Felicità”. Per diventare uno dei dancing più affermati dell’entroterra ravennate, fino a tutti gli anni ’60, dovette sopraggiungere la gestione nel 1953 di Guerrino Dosi e della moglie Ilde Ghiselli. La semplice pista da ballo del “Lager” si arricchì di un palco, di una veranda e venne via via attorniata dal bar, dai servizi e da un forno dove Ilde cuoceva fantastiche pizze napoletane all’epoca quasi sconosciute. La Serenella – che in prima battuta si chiamò Sirenella – divenne un luogo cult che gareggiava con le balere del mare. In una magica triangolazione col Teatro Eden e con Tino, che davano il loro meglio al chiuso, nelle stagioni fredde, venne lì a cantare tutto il gotha della canzone italiana e tutti gli elenchi sono sempre incompleti: tra le prime venne Mina, poi Gianni Morandi, Johnny Dorelli, Umberto Bindi, Lionel Hampton, The Showmen, Bobby Solo, Pino Donaggio, Peppino di Capri, Milva, Wilma De Angelis, Henry Wright, eccetera. Ma passarono di qui anche attori, soubrette e ballerine: la prima, super fotografata, fu nel 1957 Rosanna Schiaffino il cui ingresso, con spallina abbassata, potrebbe essere un ideale manifesto della “dolce vita”. Ma poi anche Renato Rascel, Sandra Mondaini, per finire con Lola Falana, all’apice dei successi televisivi.

Ma non era tutto. Qui si svolgevano eleganti gare di ballo con coppie internazionali e ancor di più qui si svolgevano le feste delle “Pesche Gialle” con relativa elezione della Miss. Appuntamenti imperdibili, che richiamavano a Massa Lombarda tutti quei forestieri allettati dalle ricchezze del boom economico della frutticoltura e dal mito delle belle donne massesi. Chi non aveva le tasche abbastanza capienti per permettersi il lusso di quelle feste, la Serenella se la godeva il pomeriggio affidandosi ad un juke-box che conosceva pochi intervalli.

Dopo l’abbandono di Guerrino e di Ilde, che tornarono a fare i fruttivendoli a tempo pieno, nei primi anni ’70 ci fu qualche altro tentativo di gestire il grande “mito” della Serenella ma senza risultati apprezzabili. Così la proprietà dell’area se la riprese e sulle vecchie piastrelle su cui si asciugò il legno quassio e si sfiorarono le prime gambe ai tempi del Lager della Felicità fu costruita una casa.

Mario Montanari

 

Fonti
Gianni Siroli, Il Dancing Serenella di Massa Lombarda
Mario Montanari, Le belle donne delle Pesche Gialle, “Giornale di massa”, gennaio 1989;
Mario Montanari, Quando la miss era incoronata dalle pesche gialle, “Giornale di massa”, agosto 1993;
Franco Dell'Amore, Storia della musica da ballo romagnola 1870-1980, Verucchio, Pazzini Editore, 2010;
Guido Neri, Corsivi romagnoli. Cronache, progetti e ricordi di Lugo e del suo territorio. Un nido di memorie, Cesena, Il Ponte Vecchio, 2020.