Massa L., Fontana di Piazza Roma Imperiale

Massa L., Fontana di Piazza Roma Imperiale

 (1925 circa – 1949) - Piazza Umberto Ricci,

già Piazza Roma Imperiale, e prima Piazza Francesco D’Este

Il Torrione fu abbattuto nel 1921 e “sgombrò” definitivamente la grande piazza, il Canale dei Mulini fu deviato nel 1924 e da quel momento i suoi argini non ostruirono più il percorso lineare nel tratto cittadino della San Vitale. Ed è proprio del 1924 il piano di sviluppo affidato dall’amministrazione comunale al cav. Paolo Lippi che contemplava diverse proposte, anche di un certo interesse. Tra le altre, quella di realizzare “un’amplissima piazza erborata sulle rovine del Castello Estense”. In questo progetto con ogni probabilità finì per entrare anche la realizzazione di una bella fontana che si rifaceva alle antiche fonti medievali, con quattro accessi che conducevano ad un piano più basso, delimitato da balconate marmoree. Posizionata su un pozzo artesiano al centro della piazza, andò a rimpiazzare una prima fonte, meno profonda, sormontata da un alto lampione.

Quella fontana divenne non solo il luogo di approvvigionamento di acqua potabile (l’acquedotto avrebbe cominciato a portarla nelle case solo alla fine degli anni ’50), ma anche un crocevia di socializzazione che vide in particolare protagoniste le massaie. La domenica era poi un ritrovo praticamente obbligato per le passeggiate del giorno della festa e dal vicino studio Orselli giungevano i “paparazzi” per incorniciare le belle ragazze vestite da festa e i giovanotti immancabilmente in piedi sulla balaustra.

Nei primi anni del dopoguerra maturò l’idea di erigere un monumento ai Caduti della Resistenza e fu proprio scelta la piazza che il fascismo aveva ribattezzato in Piazza Roma Imperiale e che l’antifascismo avrebbe poi dedicato al valoroso partigiano Umberto Ricci.

Pare che, quando fu deciso di posizionare proprio lì nuovo monumento, si utilizzassero le macerie della Porta Lughese, abbattuta nel dicembre del 1949, per chiudere il buco e livellare la piazza. Due piccioni per una fava che per molti fu indigesta.

Mario Montanari

 

Fonti
Mauro Remondini, Il paese della frutta, Massa Lombarda 1919-1945, cronache tra democrazia e fascismo, dal paese che inventò la frutticoltura industriale e conquistò l’Europa, Imola, Grafiche Galeati, 1999;
Mario Montanari, Sprazzi di Novecento, “Giornale di massa”, gennaio 2011;
“Giornale di massa”, maggio 2012.