Massa L., Minori Riformati di S.Francesco

Massa L., Minori Riformati di S.Francesco

 Chiesa e convento - (1674-1946)

Incrocio di Via Castelletto con Via Risorgimento

La fondazione a Massa Lombarda della chiesa e del convento dei frati francescani va fatta risalire al 22 giugno del 1674, quando su un terreno di dieci tornature donato quattro anni prima dalla nobildonna Chiara de’ Rossi, vedova del marchese Francesco Todeschi, Papa Clemente X concesse l’autorizzazione per l’inizio dei lavori. A convento quasi ultimato, nel 1683, il vescovo d’Imola, Costanzo Zani, vi fece trasferire i primi frati sotto la direzione di Padre Luigi da Castel S. Giovanni. Sappiamo che in quel convento, che poteva ospitare non più di 18 frati, era aperta tutto l’anno una scuola di Filosofia e Morale per i giovani massesi che intendevano dedicarsi alla carriera ecclesiastica.

La chiesa, edificata su disegno di Padre Angelico da Bologna, era dedicata a Sant’Antonio da Padova e, come scrive padre Alberto Rossi che ivi dimorava nel 1883, «avea una sola nave con cinque altari e quattro cappelle dedicate a S. Francesco di Paola, al SS. Crocefisso, a S. Giovanni Battista e a S. Francesco d’Assisi. Un maestoso portico di cinque archi invece, gli sorgea nella sua fronte». La chiesa era arricchita da preziosissime tele di Felice e Carlo Cignani, oggi conservate nella chiesa arcipretale e da un dipinto di San Francesco d’Assisi di Raffaello Sanzio (come ricorda padre Flaminio da Parma nel 1760), di cui oggi si è persa traccia. Nel 1743, sessant’anni dopo la sua costruzione, un poderoso incendio distrusse gran parte del convento, ma la carità dei massesi venne incontro alle necessità dei religiosi che, aiutati da cospicue sovvenzioni, negli anni successivi furono in grado di porvi riparo.

Ancora per poco doveva durare però la tranquillità dei monaci poiché nel 1810 anche questo convento soggiacque alla soppressione napoleonica degli ordini religiosi. Per circa un anno rimasero a custodia della chiesa, in abito da preti, solamente i Padri Grisologo e Petronio, entrambi di Bologna. Quando anch’essi lasciarono Massa Lombarda, mancando l’officiatura, il demanio decretò in un primo tempo la demolizione dei fabbricati, poi mise tutto all’asta.

Nel 1812 ad acquistare l’intero complesso per la somma di duemila scudi, fu l’ing. Giovanni Battista Martinetti di Bologna che, non trovando alcuno a cui venderlo, si accordò con un muratore di Solarolo per cominciarne la demolizione e poter così trarre guadagno dalla vendita del materiale edilizio ricavato. Il poco rimasto fu demolito nel 1816. Con la sconfitta definitiva di Napoleone a Waterloo e la caduta del Primo Impero Francese, la Restaurazione ripristinò lo “status quo ante”. I massesi col preciso intento di riavere nella loro terra i francescani, riacquistarono per 850 scudi i terreni su cui sorgeva il precedente convento, facendone loro dono. Scoperte le fondamenta della precedente chiesa, su di esse nel marzo del 1834 i frati cominciarono a riedificarne una nuova che, dedicata anch’essa a S. Antonio da Padova, venne terminata nel 1849 su disegno dell’architetto imolese Giuseppe Magistretti.

Nel dicembre del 1838, ancora incompiuta, la chiesa fu solennemente benedetta dal vescovo di Imola, Giovanni Maria Mastai Ferretti, futuro Papa PIO IX. Una volta terminata, essa risultava lunga 35 metri e larga 18, sempre con due cappelle per lato e con altari dedicati all’Immacolata Concezione, al SS. Crocefisso, alla Beata Vergine della Provvidenza e a San Francesco di Paola. Il portico innalzato sulla facciata era ridotto a tre soli archi.

Nel 1946 l’amministrazione comunale autorizzò la demolizione della chiesa. I mattoni recuperati servirono alla Cooperativa Muratori per costruire le prime quattro case popolari della nuova via Gramsci, ad ovest del paese, avvalendosi dei finanziamenti concessi dal Piano Marshall. Oggi, in una zona inaccessibile al pubblico all’incrocio tra le attuali Via Risorgimento e Via Castelletto, quel che rimane del grande complesso religioso è in evidente stato di fatiscenza.

Alessio Panighi

 

Fonti
Luigi Quadri, Memorie per la storia di Massa Lombarda, Imola, Grafiche Galeati, 1970, pag. 111;
Alberto Rossi O.F.M., Intorno all’immagine della Beata Vergine della Consolazione venerata nella chiesa di S. Antonio da Padova presso Massa Lombarda, Mirandola, tip. Gaetano Cagarelli, 1883, pag. 14;
Flaminio di Parma O.F.M. (Ordine dei Frati Minori), Memorie istoriche delle chiese e dei conventi dei frati minori dell’osservante riformata provincia di Bologna, Parma, tip. Eredi Monti in Borgo Riolo, 1761, pag.132.