Massa L., Molino Preti

Massa L., Molino Preti

 (1251 – 2018) - Piazza Umberto Ricci, già Piazza Roma Imperiale,

e prima Piazza Francesco D’Este / Via Martiri della Libertà, già Via Tiglio

Le prime notizie documentate sul mulino di Massa Lombarda risalgono al 1251.

Quando il Comune di Imola assegnò alle famiglie in fuga da Marmirolo (Mn) la Terra di Sancti Pauli infatti sul contratto era scritto: “Accipere expensi iposrun acquam de flumine Santerni pro Molendis faciendis et pro aliis eorum utilitatibus”. Volendo prendere alla lettera quella norma, considerando che molte fonti fanno risalire la nascita del Canale dei Mulini (che del Santerno aveva catturato le acque nelle colline imolesi) suppergiù all’anno Mille, si potrebbe pensare che un primo mulino esistesse già in quegli anni. E invece pare proprio che non sia andata così. Per secoli infatti tra imolesi e massesi ci fu una lotta accanita sull’uso delle acque che, sostanzialmente, gli imolesi usavano per i loro mulini e non per quelli della “bassa”.

Con l’arrivo della dominazione estense qualcosa cambiò in meglio ma bisogna arrivare all’inizio del ’600 per trovare rapporti più sereni. Le cronache dell’epoca spiegano che ci si mise anche un Papa a fare da paciere per ottenere qualche risultato. Fino ad allora, per alcuni secoli, i poveri marmirolesi si dovettero così accontentare dei piastrini, mulini le cui macine venivano messe in moto non dall’acqua ma dagli uomini o dagli animali. Per tre secoli nulla di particolare da segnalare, fino al 1869 quando la tassa sul macinato fece scoppiare in tutto il Paese e anche a Massa Lombarda una vera e propria sommossa guidata dallo stesso mugnaio. Arrivarono perfino i bersaglieri, la giunta si riunì d’urgenza e il sindaco Eugenio Bonvicini pensò e sperò di calmare le acque accollandosi personalmente il costo della tassa. La sommossa si placò, senonché il giorno dopo il Sottoprefetto di Lugo stroncò sul nascere lo slancio “populista” di Bonvicini riattizzando gli animi e provocando le dimissioni sue e dell’intero consiglio comunale.

Dal mugnaio che sobillò la rivolta contro la tassa sul macinato nel 1910 la famiglia Preti comprò il Mulino che sarebbe poi passato di mano in mano nelle generazioni fino alla chiusura. Le ultime farine furono macinate nel 2004. Già dal 1924, quando fu deviato il percorso cittadino del canale, il Molino Preti non ricavò più l’energia necessaria dall’acqua ma prima da una locomobile a vapore e successivamente dall’elettricità. Ha subito varie ristrutturazioni ed ammodernamenti, anche la sua struttura esterna è stata profondamente modificata nel dopoguerra.

L’ultima e definitiva parola è stata scritta dalle ruspe nella primavera del 2018. Era morto il monumento alla farina.

Mario Montanari

 

Fonti
Luigi Quadri, Vita massese attraverso i secoli, Massa Lombarda, Tipografia di Massa Lombarda, 1906;
Mario Montanari, “Giornale di massa”, agosto 2006 e maggio 2018.