Massa L., Palazzo Torchi

Massa L., Palazzo Torchi

 (metà dell’800 – 1960) - Via Garibaldi, angolo Via della Pace

I Torchi erano una vasta famiglia di possidenti terrieri. Pompeo Torchi nel 1890 fu incaricato dal Ministero dell’Agricoltura di dirigere nella Colonia Eritrea il campo sperimentale dell’Asmara e fu poi nominato Cavaliere del Lavoro per avere bonificato terreni vallivi mediante lavori di colmatura nelle sue proprietà al confine tra Massa Lombarda e Conselice. L’avvocato Luigi Torchi aveva invece attivamente partecipato alle lotte risorgimentali a partire dal 1831 e fu anche priore [corrispondente all’attuale figura del sindaco, n.d.r.] di Massa Lombarda. Angelo Torchi (1856-1915) invece fu un valente pittore. Pur avendo abitato a lungo a Firenze (dove è sepolto) nacque e morì a Massa Lombarda dove tornava regolarmente per curare le proprietà di famiglia. Visse col padre dr. Gaetano, la madre Laderchi Contessa Maria e i fratelli Camillo e Emma nel Palazzo Torchi di via dell’Ospedale (divenuta poi via Garibaldi).

Quel palazzo d’angolo con l’attuale Via della Pace è stato ben descritto da Alberto Tabanelli che ha curato il volume biografico del pittore massese: “Aveva ampie ed alte stanze, alcune delle quali decorate nelle volte con pitture a tempera, disponeva di un ampio cortile, coltivato in parte a prato e giardino, con ai lati una serra per fiori, magazzini per i prodotti agricoli, una rimessa per le carrozze e la stalla per i cavalli. Al piano terreno, dall’ampio portico si accedeva alla sala da pranzo (con la contigua cucina), a quelle destinate a studio, biblioteca e archivio, e ai servizi, nonché al largo scalone per salire al primo piano, ove erano la sala da ballo, il salotto per ricevimento e le camere da letto coi servizi”. In quel palazzo Gaetano Torchi (1817-1889), che fu nel 1850 priore della magistratura paesana e l’anno dopo consigliere provinciale, accolse come sposa la Contessa Laderchi nel 1854 e lì sarebbero nati i suoi tre figli. Tutta la famiglia l’avrebbe poi lasciato nel 1874 quando tutti si trasferirono a Firenze per assecondare il talento artistico del figlio Angelo.

Nel periodo in cui la famiglia Torchi restò a Massa Lombarda in quel palazzo erano presenti anche la governante Rosalia Bersani, i camerieri Teresa Baroni, Luigi Placchi e Luigi Andreatti, il cuoco Francesco Panighi e il cocchiere Vincenzo Ceccoli.

Nel cortile di quel palazzo, nel dopoguerra, era stato allestito il cinematografo. Quando trovò spazi più accoglienti, fu rimpiazzato fino al 1950 da un rudimentale campo di pallacanestro dove giocarono i primi talenti massesi con le casacche degli Assi.

Resistette alla scomparsa dei suoi proprietari originari fino al 1960, quando fu demolito: “Con intento speculativo, per essere sostituito con un nuovo fabbricato”, ha lasciato scritto Alberto Tabanelli.

Mario Montanari

 

Fonti
Pietro Dini-Alberto Tabanelli, L’arte di Angelo Torchi 1856-1915, Trento, Ed. Nuova Stampa Rapida, 1990.