S.Agata, Oratorio di Maria Vergine Addolorata

S.Agata, Oratorio di M.Vergine Addolorata

 volgarmente detto “dello Spasimo” (1571 – 1945)

All’angolo fra la S.S. 253 San Vitale e la Provinciale Bastia, a ridosso del muro cimiteriale sud

L’oratorio di Maria Vergine Addolorata, volgarmente detto “dello Spasimo”, con abitazione annessa, di proprietà della chiesa arcipretale di Sant’Agata sul Santerno, si trovava “incastonato” – diciamo così – fra cimitero e rampa del ponte. Non è nota la data di costruzione; certamente era presente nel 1571 ai tempi della Visitatio Marchesina. Fino a marzo 1945, fu un punto di riferimento nella viabilità locale.

«La denominazionedello Spasimo” di questo oratorio – scriveva un anno prima della morte l’allora parroco don Sante Fantinelli (1807-1873) – pare che derivi dal quadro, che rimase sull’altare maggiore fino alli 30 novembre 1810, dipinto, credesi, dallo Scarsellini [sic], rappresentante Gesù deposto dalla croce, e che fu trasportato alla Reale Galleria Brera in Milano il 1 decembre 1810, come da recapito dell’in allora ricevitore demaniale Sig.r Luigi Verlicchi di Lugo».

Particolare curioso: il cimitero di Sant’Agata è lì da molto tempo, molto prima dell’editto napoleonico di Saint Cloud (1804) che regolò la costruzione dei cimiteri al di fuori delle mura urbane; certamente c’era nel 1715, come documentato da una mappa.

Possiamo visitare virtualmente l’interno dell’oratorio grazie alla accurata descrizione che ne fece l’arciprete don Sante: «È disposto […] ad una sola navata con tre Capelle [sic]; in mezzo alla maggiore con presbiterio avanti diviso dal corpo della chiesa con balaustrata di legno noce, e con coro al didietro: le due Capelle una a tramontana, e l’altra a mezzodì […]. L’altare maggiore isolato è costruito di pietre con gradini simili, scaffetta, ciborio di legno, ed ancona simile, nella quale venne collocato altro dipinto rappresentante Gesù deposto di Croce, il quale rimane sempre coperto da seracinesca di tela. […].

A cornu evangelii della capella maggiore evvi quella dedicata a San Michele Arcangelo di Juspatronato delle famiglie discendenti dal fu Domenico Azzaroli, a carico delle quali rimane la manutenzione della capella stessa, e degli arredi sagri ad uso della medesima. […]: sotto il quadro di San Michele conservasi in apposita nicchia la statua di M. Vergine sotto il titolo del SS. Rosario.

A cornu epistolae della suddetta capella maggiore vi è l’altra capella dedicata ai SS. Carlo, Lucia, ed Apollonia in quadro dipinto in tela: […].

Dalla parte di mezzodì dell’oratorio stesso, e contiguo alla capella testè descritta trovasi fermo nel muro il pulpito di legno verniciato senza baldacchino sopra, senza crocefisso. Si accede al pulpito dal secondo piano dell’abitazione come si disse qui sopra. […].

Appese ai muri dell’oratorio trovansi le stazioni della Via Crucis eretta lì 24 agosto 1737. […].

Aderente alla capella a cornu epistolae, ed all’abitazione da descriversi esiste all’esterno dell’oratorio il campanile, con cupola a piramide. […]. La maggiore di queste campane porta scolpita le immagini di Gesù Crocifisso di Maria SS.ma, di San Antonio di Padova col Bambino Gesù fra le braccia, non che l’iscrizione, che segue «Fratres de Baldinis e Roncio Frigido fundebant anno domini MDCCXCVII».

Questo campanile fu […] intrapreso precisamente nel luglio 1785, e terminato nel maggio 1786, come da memoria esistente negli archi interni dei fenestroni del campanile medesimo dalla parte di levante, e di mezzodì».

Una delle ultime denominazioni della chiesa era “Madona dal cocal” (Madonna delle noci); la Madonna del Rosario si festeggia il 7 ottobre (periodo di noci); in passato, si elevava in cielo una mongolfiera (“palon”).

Giovanni Baldini

 

Fonti
Inventario Fantinelli, 1872, pagg. 27-30; originale presso Archivio Diocesano Faentino; in copia presso Collezione Baldini - Lugo;
Il quadro ritrovato di Enio Iezzi, “Qui”, venerdì 20 novembre 1998, pag. 45;
Dalla Chiesa del Rosario all’altare di S. Stefano, “Giornale di massa”, gennaio 1999, pag. 11;
Il quadro ritrovato, documentario di Giovanni Baldini e Carmen Fornasini, 2010, durata 25’, presso Collezione Baldini - Lugo.
Cartolina con, sul fronte, l’Oratorio della Madonna “dello spasimo” dipinto da Giuseppe Rossi; stampata dal comune il 10 ottobre 2004, non viaggiata.