S.Agata, Oratorio di San Biagio

S.Agata, Oratorio di San Biagio

 (sec. XIII? – 1820 circa) - Via Provinciale Bastia angolo Via Comunale Castellaccio

Per l’oratorio di San Biagio vale lo stesso discorso fatto a proposito della Molinazza, da cui l’oratorio dista poche centinaia di metri: in passato il lembo settentrionale del comune di Sant’Agata era territorio lughese; in più, l’oratorio era un possedimento vescovile imolese e tale rimase fino all’inizio dell’Ottocento quando venne demolito.

Non va sottaciuto il fatto che l’oratorio faceva parte di una “villa” ossia di un territorio non fortificato, conosciuta come Villa Santa Croce, della quale si sa che, nel 1371, ai tempi del censimento fatto dal cardinale francese Anclic di Grimoard (1320-1388), aveva 11 focularia [cioè famiglie paganti l’imposta della fumantaria] contro i 44 di Sant’Agata. Quest’ultima è in diocesi di Faenza, mentre Lugo è in diocesi di Imola.

Non è noto l’anno di fondazione dell’oratorio; senz’altro uno dei documenti più antichi al riguardo è quello del 25 agosto 1279 conservato nell’Archivio Storico del Comune di Lugo, nel quale si stabiliscono i confini fra Fabriago soggetta a Lugo e i conti di Cunio. Invece, come detto in apertura, sappiamo di una supplica di un certo Luigi Ricci Curbastro al vescovo di Imola Antonio Rusconi, con la quale il Ricci Curbastro, proprietario dei terreni circostanti, chiedeva la demolizione dell’oratorio. Il vescovo Rusconi cercò di prendere tempo. Incaricò il prevosto parroco Cesare Luigi Porzi di Lugo (19 settembre 1818) di trovare un pubblico perito che constatasse lo stato di salute dell’edificio sacro per vedere «se la demolizione del medesimo arrechi danno al comodo del Popolo, coerentemente a quanto prescrive la stessa S. Congregazione, sentite le Parti che potessero avervi interesse». Nell’Archivio Parrocchiale di San Giacomo, nel cui vicariato si trovava l’oratorio di San Biagio, c’è un solo altro documento, datato 29 febbraio 1820, poi più niente, segno evidente che il Ricci Curbastro aveva avuto partita vinta.

L’oratorio è ben rappresentato nella cartografia moderna, ad esempio nella topografia della Diocesi di Imola, in particolare della parte “subtus stratam”, opera dell’abate imolese Antonio Ferri (1655-1728), originale presso la biblioteca comunale di Imola, ed inoltre nella carta topografica Ferrarese. Comunità di S. Agata del 1770, nella quale compare col numero di particella 97. Crediamo di non essere molto lontani dal vero se affermiamo che la presenza di tale oratorio diede il nome alla “Strada comunale di San Biagio”, dal 1866 diventata Via Provinciale Bastia.

Nel 2002, chi scrive partecipò al convegno di “Studi Romagnoli” che si tenne a Imola con la relazione Un possedimento vescovile imolese in Diocesi di Faenza e territorio di S.Agata sul Santerno (RA), dal XII al XIX secolo, relazione, poi, non pubblicata negli Atti.

Giovanni Baldini

 

Fonti
Archivio Storico Comunale Lugo, Registro Antichi Documenti II P, f. 37r, 25 agosto 1279: confini fra Fabriago soggetta a Lugo e i conti di Cunio;
Ferrarese. Comunità di S. Agata, anno 1770, in copia presso Collezione Giovanni Baldini – Lugo;
Archivio Parrocchiale di San Giacomo Lugo, doc. 2258 Lettera ms. di Antonio Rusconi Vescovo al Prevosto Cesare Luigi Porzi di Lugo, Imola, 19 settembre 1818 – nr. 700 e doc. 486 Oratorio di S. Biagio a S. Agata, 29 febbraio 1820;
Statutorum Terrae Lugi Libri IIII, (anno 1520) San Giovanni in Persiceto (BO), litografia f.a.r.a.p., gennaio 1974, pag. 64v;
La prima segnalazione dell’oratorio di San Biagio fu fatta a G. Baldini il 18 gennaio 1987 da Luciano Frabetti (1921-1995), all'epoca gestore del Caffè “Italia” di Conselice ed eclettico raccoglitore di cose locali e bassoromagnole.